Un normale appuntamento tra amici
Di solito un articolo simile potrebbe configurarsi come un’intervista. Tuttavia, oggi a parlare ci siamo noi, Christian e Giuseppe, due giovani studenti universitari.
Un pezzo a quattro mani, per così dire, il cui scopo è, in tutta onestà, spiegare il perché noi due, come tanti altri, ci siamo “incastrati” in questa attività presso i missionari Saveriani di Salerno. La verità è che l’esperienza qui al dormitorio rappresenta un tesoro vissuto all’ombra del volontariato. Lo scopo dovrebbe essere appunto l’aiuto nella gestione del dormitorio, che ormai da anni è ospitato al secondo piano dell’istituto saveriano. Ma, una volta iniziata l’esperienza, ci siamo accorti ben presto che tutto l’insieme di attività, di storie e di amicizie va ben oltre il servizio dei cosiddetti “volontari del terzo settore”.
Ogni turno rappresenta un’occasione di continua crescita personale e culturale, grazie all’incontro di quei volti che familiarmente abbiamo imparato a conoscere e che ci hanno insegnato e raccontato tanto delle loro storie, delle loro vite. Dopo poco tempo, il turno di accoglienza ha smesso di rappresentare un impegno, anzi è diventato un normale appuntamento settimanale con gli amici: una chiacchierata, una confidenza scambiata, una risata e una cena condivisa.
Ammettiamo che non è sempre facile assecondare le richieste di chi non ha avuto una giornata facile, soprattutto in questo particolare periodo di pandemia che stiamo vivendo. La situazione non è così leggera come si potrebbe pensare, ma, tutto sommato, rimane un momento importante della nostra settimana perché, mettendoci in gioco, ci è capitato di ricevere molto di più di quanto abbiamo potuto offrire.







