I laici amici s'incontrano a Parma
Sabato 25 aprile, la casa madre dei saveriani a Parma ha spalancato le porte a famiglie e laici per una giornata di spiritualità sul tema: "Con Conforti sulle orme di Paolo". A seguito dello scambio di esperienze avvenuto tra "laicato saveriano" di Parma e il gruppo "famiglie per la missione" di Vicenza, per la prima volta si sono incontrati tanti gruppi di laici amici provenienti da Brescia, Cremona, Desio, Vicenza e Zelarino.
Lo spirito missionario sta contagiando i laici, che imparano in fretta e sanno donare riflessioni ricche di vissuto, aiutandosi insieme a conoscere meglio lo spirito del Conforti e della missione. È ormai maturo il tempo della condivisione: saveriani e laici insieme per la stessa missione.
Lo si è visto anche nella Messa, ben preparata e partecipata con gioia sorprendente: laici e saveriani, liberi di manifestare la loro gioia nella liturgia. Si è toccato con mano lo spirito del Conforti che ci invita a essere "una sola famiglia". L'accoglienza gioiosa dei missionari si è mescolata ai giochi dei bambini e alla freschezza dei giovani. Tanti momenti, vissuti in ottima sintonia e in relazione profonda, hanno reso armoniosa la festa, vissuta in clima di fraternità sincera.
Visitare la casa madre dei saveriani è stato un andare alla sorgente, un conoscere, un dissetarci, un lasciarci invadere dalla vita che essa porta in sé; abbiamo sentito in noi la presenza dei molti missionari - sacerdoti e fratelli - che hanno fatto la storia di questa famiglia.
Avremmo voluto vedere i loro volti, conoscere la loro vita, anche se sappiamo che tutto ciò è proprietà e tesoro del Re dell'universo. Avremmo voluto visitare i missionari anziani e malati e, almeno in parte, condividere la loro umanità inferma, il loro essere dono, il grande amore che ancora li anima. Le domande che portavamo in cuore hanno trovato una risposta forte. Possiamo essere famiglia, missionari e missionarie in qualsiasi posto ci troviamo a vivere, lavorare e soffrire.
A conclusione della giornata, p. Carlo Girola ha messo bene in luce la preziosità della nostra vocazione: "la nostra vita non è per noi, ma per gli altri". In tutti è cresciuta la consapevolezza dei ruoli specifici e diversi all'interno di questa grande famiglia, che si integrano arricchendo il carisma del fondatore.
Un'esperienza da ripetere. Oso dire, un'esperienza profetica aperta all'imprevedibile di Dio.
Un grazie vivissimo al Signore, per tutto quanto ci dona di vivere.








