I giovani ci sorprendono: Con loro, per un mondo migliore
Le ferie sono ormai un ricordo. La pelle degli amanti del sole e del mare ha ripreso il suo colore... naturale. La scuola e il lavoro hanno riportato il grande via-vai sulle strade dei nostri paesi. Insomma, è ripreso il solito tran-tran della vita ordinaria. Una vita che noi vogliamo vivere in modo straordinario, con l’aiuto di Dio.
Tante domande nella mente
Ci rimangono in mente le domande di sempre. Anzi, qualcuna in più se ne aggiunge, man mano che la vita si svolge e ci coinvolge. E il dibattito cresce sulle vicende di questo nostro strano mondo. Continuano le miserie, le guerre e gli atti terroristici, che mietono vittime senza guardare in faccia a nessuno. Continua lo “scandalo moderno” degli aborti, che impediscono la nascita di creature innocenti. Sembra esserci più attenzione per gli animali, domestici e selvaggi, che per gli esseri umani, nostri fratelli e sorelle...
Cresce l’egoismo e la sete di consumo, la voglia del piacere e della libertà senza controllo. Sembra che tutto sia lecito ai pochi che hanno molto, troppo. Mentre milioni di persone non riescono a sopravvivere alle malattie e agli stenti.
Viene da chiederci la stessa domanda di Gesù, formulata duemila anni fa: “Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà ancora fede sulla terra?”.
I giovani di Colonia
Ma non possiamo dimenticare un avvenimento lieto, che ci ha sorpreso tutti, la scorsa estate. Quella marea di giovani, convenuti a Colonia da tutte le parti del mondo, ci hanno sorpreso. Allegri e spensierati, devoti e silenziosi, in preghiera e in ascolto. Basta con la religione “fai da te”: ha detto Papa Benedetto. Lo ha detto ai giovani, ma vale anche per noi tutti. “La religione cercata alla maniera del fai da te alla fin fine non ci aiuta. È comoda, ma nell’ora della crisi ci abbandona a noi stessi”.
Qualcuno ha dubitato dei “giovani di Colonia”. Avranno il coraggio di scuotere l’Europa dall’indifferenza spirituale? Sapranno essere coerenti con le emozioni provate in quei giorni? Riusciranno a trascinare i loro coetanei alla pratica religiosa? Non sarà solo un... fuoco di paglia?
Facciamo il tifo per loro
Non è giusto gravare soltanto sui giovani il peso di tante domande impegnative. È vero: sono loro il futuro dell’umanità e del mondo; la speranza della chiesa e della società. Ma noi tutti abbiamo il dovere di sostenerli e incoraggiarli, perché possano continuare il cammino della vita, nello stesso spirito del pellegrinaggio a Colonia.
Ha detto il Papa: “I giovani hanno reso visibile una chiesa giovane che, con fantasia e coraggio, vuole disegnare il volto di un’umanità più giusta e solidale. I giovani si sono messi in cammino per incontrare Cristo. Ripartono per le loro contrade e città per testimoniare la luce, la bellezza e il vigore del vangelo, di cui hanno fatto esperienza”.
Noi siamo solidali con loro. Famiglie e parrocchie, sacerdoti ed educatori, facciamo tutti il “tifo” per loro. Anche noi missionari siamo pronti a dare una mano, perché cresca l’entusiasmo, cammin facendo.








