''Ho ricevuto e ho condiviso''
Cari amici, questo è il biglietto che una signora ha scritto a p. Giuseppe Borghesi, dopo aver ricevuto un po' di cibo perché il Natale fosse diverso dagli altri giorni: "Caro padre, sono riuscita a condividere gli alimenti che mi avete dato con altre sei persone: c'erano una donna incinta con sei figlioli (io), e un'altra con cinque. Dio ti benedica, padre. Ci vediamo il prossimo anno, se Dio vorrà". Donna Cacilda
Cacilda è una donna che quasi non sa scrivere, ma sa vivere la santità della condivisione con chi è nel bisogno come lei. Ho voluto trascrivere questo biglietto perché io per primo sono rimasto ammirato da un gesto così grande.
Nel periodo natalizio, con p. Giuseppe avevamo visitato una ventina di famiglie e dato loro alcuni alimenti (latte, carne, pasta, riso...), che avevamo ricevuto dalla gente. Il tempo natalizio mette in luce ancor più la miseria di molte famiglie di questa città con 22mila abitanti, São Félix do Xingu in Amazzonia. Ci piange il cuore. Vorremmo essere più presenti, ma siamo solo due missionari e due suore. Grazie a Dio, molti laici si danno da fare...
I nostri progetti pastorali
L'anno prossimo vorremmo far nascere i "Vincenziani" (l'opera di san Vincenzo de' Paoli) con lo scopo di aiutare le famiglie più bisognose tutto l'anno, e non solo a Natale. Un altro sogno è la pastorale famigliare, perché crediamo che la famiglia sia l'anima della chiesa e della società. Qui gran parte dei figli sono cresciuti dalle nonne o dagli zii; la figura paterna è un lusso per pochi, e l'istruzione non aiuta a favorire l'emancipazione famigliare.
E visto che "sognare non costa niente", abbiamo un altro sogno: la pastorale dell'infanzia, con adulti e giovani che organizzano attività ricreative e il doposcuola per ragazzini che altrimenti starebbero in strada a "bighellonare", inventando qualcosa per passare la giornata e rischiando di entrare nel mondo della droga e della prostituzione (che qui non manca davvero!).
Il sogno del Centro Nazaré
Un luogo ideale per tutto questo sarebbe proprio il "Centro Nazaré", una volta che riusciremo a completarlo. Grazie alla generosità dei lettori di "Missionari Saveriani" (progetto n. 4/2010), i lavori sono a buon punto; ma stiamo lottando per terminarli, perché così a metà, senza bagni, è difficile usarlo bene: gli uomini vanno nel bosco, ma le donne...?
Il sogno di donna Cacilda si è trasformato in realtà, perché lei ha agito concretamente, dividendo il poco che aveva ricevuto per la sua famiglia. Noi missionari di São Félix non smettiamo di sognare, ma vogliamo che il sogno si trasformi in realtà.
Sono certo che ci aiuterete e ve ne ringrazio.








