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Hanno risposto con generosità, Parma: giovani saveriani

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di: José Dolores, Raphael, Serge , sx.

Tre giovani saveriani si sono consacrati alla missione per tutta la vita e sono diventati diaconi. Chi sono? Proviamo a riassumere i contenuti delle loro testimonianze, fatte durante la veglia di preghiera di domenica 6 dicembre 2009 nel santuario "Beato Conforti" a Parma.

José Dolores: "Come Abramo..."

Sono nato nel 1974 da mamma Maria Lina e papà Alberto, in una famiglia messicana di dieci figli. Il primo contatto con i saveriani è avvenuto partecipando ad alcuni incontri e celebrazioni, e sono rimasto affascinato dalla vita del missionario. Ho studiato e lavorato, ma sempre coltivando segretamente il desiderio di consacrare la mia vita alla missione.

Più tardi, quasi per caso, leggendo il brano biblico della vocazione di Abramo, "lascia dalla tua terra e va' verso la terra che io ti mostrerò", ho ripensato ai saveriani e deciso di contattarli per conoscerli più da vicino. Nel 1999 sono entrato come postulante nella comunità saveriana di San Juan del Rio.

Dopo gli studi di filosofia e un anno di esperienza pastorale nella missione di Acoyotla, nel 2005 sono stato destinato a Parma per studiare teologia. Mentre continuo gli studi, collaboro con le parrocchie di Pannocchia e S. Giovanni Battista, nel campo della catechesi, dell'animazione biblica e della preparazione al matrimonio. Aiuto anche l'associazione "Di mano in mano", che si occupa del recupero di beni e del sostegno a progetti di promozione umana nei paesi in via di sviluppo.

Raphaël: "Sogno con il Conforti"

Sono nato nel Camerun centrale, a luglio del 1976, quartogenito di sette figli dei genitori Bernadette e Marcellin. Conosco i saveriani da quando frequentavo il liceo. Ero andato alla Messa celebrata da p. Armando Coletto nella missione saveriana di Yaoundé. Nell'omelia p. Armando aveva fatto un'esortazione alla missione che non mi lasciò indifferente.

Ho iniziato con lui un cammino di discernimento che, attraverso varie tappe, mi ha portato fino a Parma, nel 2005. Qui sto terminando la mia formazione di base con gli studi di teologia. Ho intrapreso il percorso formativo perché volevo anch'io sognare insieme ai saveriani: che il vangelo è capace di rendere l'umanità una famiglia, che le differenze razziali e culturali non devono essere un impedimento nel sentirci fratelli, che un altro modo di vivere la nostra umanità è possibile.

Portando e condividendo le nostre diversità, il mondo diventa più bello e affascinante, anche se è vera la fatica che questo sforzo comporta. Sì, sono saveriano perché ho sognato che Conforti non ha scritto delle parole senza riscontri nella vita: Cristo non si è incarnato e non è morto in croce invano!

Serge: "Gesù non mi molla!"

Primogenito e unico maschio di una famiglia di cinque figli, sono nato nel 1981 a Bafoussam, sugli altipiani del Camerun occidentale. A undici anni ho deciso di diventare cattolico e, non senza difficoltà, a quattordici di entrare in seminario.

Nel 1997, durante un campo estivo, scopro i saveriani e il loro ideale missionario. Sentendo parlare del sogno di Conforti per la Cina, ha iniziato a farsi strada nel mio cuore l'idea di dedicare la mia vita ad annunciare la fede ai popoli più lontani, soprattutto in Cina e Giappone.

Sono arrivato a Parma nel 2004 per gli studi di teologia e ho svolto il mio tirocinio pastorale nelle parrocchie di S. Patrizio e dell'Immacolata, impegnato nella commissione diocesana di pastorale giovanile e nel gruppo missionario. Ora sono ad Ancona, dove c'è la casa del noviziato, per dare una mano nell'animazione missionaria e vocazionale.

In questi dieci anni di cammino, sono stato testimone del centuplo che il Signore dà a chi accetta di servirlo. Lui non mente e non inganna. L'unica cosa che ora conta è che mi sento al mio posto, sono contento di avere accolto il dono della vocazione con le responsabilità che richiede. Ma sono soprattutto certo che Gesù è un amico che non mi molla sul più bello, anzi mi porta con sé, se mi lascio portare.



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