Grazie, grazie, grazie!
Care delegate missionarie, sono ormai tre anni che ci conosciamo, ma ogni volta che vi incontro, che vi ascolto e vi guardo negli occhi, sono obbligato a riflettere e a chiedermi qual è la forza che vi fa andare avanti nel vostro servizio alle missioni e nel vostro amore per i missionari.
Incontrandovi nei vostri paesi, mi torna in mente tutto quello che vedo con i miei occhi. A volte lo devo dire che quasi mi vergogno, vedendo il vostro impegno, nonostante l’età, i problemi di salute e quelli di famiglia.
Vorrei fare qualche esempio, anche per chi ci legge. Naturalmente non farò i nomi, né i paesi, ma saprete riconoscervi voi stesse. Quando incontro una di voi che sta per compiere 92 anni e la trovo seduta sulla poltrona, perché fa fatica a camminare ma, nonostante tutto, si impegna a distribuire le buste degli Otto dies, facendosi aiutare da qualche amica, mi chiedo da dove prende la forza. Poi la vedo sorridente e allora capisco. E poi invita anche il parroco a pensare ad una Giornata di animazione missionaria. Insomma il suo cuore è ancora aperto.
Un’altra amica (96 anni) non può fare molto, ma continua a pensare alle missioni, dopo che ha perso la sorella che prima di morire aveva detto: “Come è bello lavorare per le missioni”. In più, mi rimprovera dolcemente, suggerendomi di avvisarla del mio arrivo perché vuole ancora contribuire con la sua offerta. Rimango in silenzio, poi le dico grazie e me ne torno con il cuore più leggero. Un’altra ancora, con problemi di salute, continua a pensare alle missioni e diventa il centro di raccolta delle buste. Vanno da lei, perché hanno fiducia e sanno che lo fa con amore. Un’altra, da circa 30 anni in carrozzina, ogni volta che vado a trovarla, mi accoglie con un sorriso insieme a suo marito e mi dona forza e coraggio. È un raggio di sole che mi riscalda il cuore.
Poi ci sono le tre sorelle che abitano in un paese della montagna, con problemi di salute, ma che continuano ad invitare la gente del paese a pensare ai fratelli lontani. Quante volte hanno fatto su e giù la scala di casa (anch’io facevo fatica a salire) e prima di partire mi congedavano con un “casizzolu fresco”. Un’altra ancora su per la montagna segue il fratello con problemi di salute, ma continua a fare propaganda di “Missionari Saveriani”. Un’altra ancora, nonna, con due nipotine molto vivaci, mette i problemi degli altri prima dei suoi. È sempre disponibile a correre per prenotare visite mediche, anche se la salute non è delle migliori. Un’altra ancora, in pensione, ora può dedicarsi alla mamma anziana. Ogni volta che busso alla porta, la mamma mi accoglie con un sorriso. E per finire, ma la lista sarebbe ancora lunga, un’altra, impegnata in parrocchia, amante dei pellegrinaggi e delle missioni, mi accompagna da una sua amica che ogni volta ci prepara i biscotti. Era stata investita ed era a letto, ma ha promesso di venire al prossimo ritiro quaresimale.
Mi fermo qui, per ora. Voglio solo dire ad alta voce un GRAZIE enorme e condividere con loro un abbraccio perché ci vogliono bene e ci fanno gustare la gioia di impegnarsi ancora. Grazie carissime sorelle, che il Signore vi benedica e vi ricolmi di gioia. Siate sicure che anche noi vi vogliamo bene. Per il resto ci penserà il grande missionario Gesù darvi un posto in Paradiso, ma il più tardi possibile…







