Grazie a tutti i missionari!
Il 3 dicembre, la famiglia Saveriana di Ancona ha festeggiato il giorno dedicato a S. Francesco Saverio insieme all’Arcivescovo mons. Angelo Spina. Uniti nella preghiera e nella celebrazione della Santa Messa, presso la chiesa parrocchiale “S. Pio” di Collemarino, l’Arcivescovo ha pronunciato parole di gratitudine verso i missionari che ogni giorno, in ogni parte del mondo, in ogni situazione, da secoli, diffondono la buona notizia del Vangelo.
I Saveriani sono stati subito ringraziati per essere presenti nella parrocchia del “Crocefisso” a loro affidata. Nel quartiere vivono molte persone non italiane e non cristiane, è luogo di missione in quanto il mondo va aperto anche a livello locale, non solo globale: la missione è qui, è nel nostro territorio, è con i vicini, è nelle nostre famiglie. Il tempo che stiamo vivendo è il tempo della fine della Cristianità poiché tradizioni, scelte e gesti che un tempo erano propri dei cristiani, come far battezzare i bambini o saper fare il segno della croce, non sono più presenti. Il Cristianesimo invece è vivo: tramontano alcune formule ma rimane la sostanza viva.
L’arcivescovo ha ricordato come questa parte viva è stata affidata da Gesù alla Chiesa: andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo. Questa è la missione della Chiesa, come S. Paolo VI sottolineava nell’Evangelii Nuntiandi. Papa Francesco più volte ha parlato della gioia del Vangelo e di una Chiesa in uscita. L’annuncio è per tutti perché chi sperimenta l’incontro con Cristo nella sua vita, non lo può più tacere, lo annuncia e lo testimonia, fino al martirio: “Guai a me se non predicassi il Vangelo” scriveva San Paolo.
Poi l’arcivescovo ha citato la lettera che S. Francesco Saverio scrisse a S. Ignazio, nella quale raccontava dei numerosi bambini che lo cercavano continuamente chiedendogli di insegnargli a pregare, tanto che egli non aveva neppure il tempo di riposare: la gente era assetata di Vangelo e di preghiera. Francesco Saverio non riusciva a battezzare tutti e perciò si chiedeva cosa facessero gli studiosi chiusi nelle università europee quando lì in Oriente c’era bisogno di loro.
Mons. Angelo Spina ha sottolineato come nella Chiesa siamo tutti discepoli di Gesù e missionari, perché abbiamo accolto Gesù nella nostra vita e non possiamo tenercelo per noi, ma lo annunciamo. “Di cosa ha bisogno il mondo di oggi?” è la domanda che l’arcivescovo ha posto ai presenti. Quindi ha spiegato come oggi esistono due povertà: la povertà dei senzatetto materiale e la povertà dei senzatetto spirituale. Quando una persona è al freddo, non ha cibo, noi dobbiamo nutrire l’uomo nella sua dimensione materiale. Ma la povertà più grande che oggi c’è nel mondo è la mancanza di un tetto spirituale cioè la mancanza di Dio, di chi annuncia il Signore, di chi porta la luce, la forza, la bellezza, la gioia del Vangelo.
Quando incontriamo Gesù, Lui toglie la solitudine e ci apre un nuovo mondo. Da quel tetto spirituale nascono tutti gli altri tetti materiali. In tutti i continenti dove sono stati i Saveriani e dove viene annunciato il Vangelo, nascono le nuove priorità: le scuole, gli ospedali, gli aiuti umanitari, c’è promozione umana perché c’è luce di Vangelo.
L’arcivescovo ha invocato una preghiera a S. Francesco Saverio, che ci doni un cuore ardente per annunciare il Signore Gesù, che ci doni amore verso i fratelli che oggi vivono tante solitudini e tante povertà di tetti spirituali. Ha rivolto una preghiera anche per tutti i missionari, in modo particolare per i Saveriani, che con gioia donano la loro vita.
Ha voluto anche ricordare che per l’ufficio Missionario Diocesano ha voluto nominare due donne direttrici che sono state formate proprio all’interno della famiglia Saveriana, due donne che dentro di loro “hanno il gusto di annunciare il Vangelo”. Del resto, fu proprio una donna, Maria Maddalena, a dare il primo annuncio della Buona Notizia poiché, dopo essersi recata al Sepolcro, Gesù le disse: “Va a dire agli Apostoli che sono risorto”. L’arcivescovo ha concluso l’omelia con parole di speranza: “Questa buona notizia non teniamola per noi, portiamola con gioia. Che il Signore benedica la famiglia dei Saveriani e quanti dedicano la loro vita per l’annuncio del Vangelo”.







