Gli incontri sulla pace con i detenuti
Da quasi un anno, un gruppo di volontari del Laicato Saveriano di Salerno porta avanti l’iniziativa “Ero in carcere” presso la casa circondariale di Fuorni. L’obiettivo è quello di offrire supporto umano e materiale ai detenuti stranieri, molti dei quali senza famiglia e creare occasioni di dialogo e interazione.
L’ultimo incontro, il 17 aprile, ha avuto come tema “La pace inizia da noi stessi”. È stata un’occasione per celebrare insieme la Pasqua e la fine del Ramadan, due festività importanti per le religioni più diffuse tra i detenuti. L’appuntamento è stato ricco di spunti di riflessione. I volontari e i detenuti hanno discusso sul tema della pace, partendo da immagini evocative e ascoltando le testimonianze di due volontarie: Dina (sorella saveriana), che ha raccontato il significato della Pasqua secondo la tradizione cristiana e Bahia (volontaria marocchina), che ha spiegato il senso del Ramadan.
I partecipanti si sono poi divisi in gruppi per un’attività laboratoriale condotta da p. Gael. Attraverso immagini e parole, hanno riflettuto su come la pace possa essere vissuta nel quotidiano. Le esperienze condivise dai detenuti hanno toccato il cuore di tutti, evidenziando la sofferenza di chi vive lontano dalle proprie famiglie e la difficoltà di percepire la pace in un ambiente carcerario.
L’incontro si è concluso con un buffet con cibi italiani ma anche del Magreb (preparati da cuoche marocchine). Il rappresentante dell’area trattamentale della casa circondariale, ha espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa e ha sottolineato la sua importanza per i detenuti.
L’iniziativa “Ero in carcere” dimostra come la costruzione di ponti tra culture e religioni diverse sia possibile, anche all’interno di un carcere. La pace, come recita il titolo dell’evento, ha origine da noi stessi. È dal nostro impegno a comprendere, rispettare e dialogare che può nascere un mondo più pacifico.
Il Laicato Saveriano continuerà a portare avanti l'iniziativa “Ero in carcere” con l’obiettivo di offrire un supporto concreto ai detenuti stranieri e di promuovere il dialogo e la comprensione tra culture e religioni diverse.







