Gli alpini sono sogno di pace
Ad ogni incrocio della città, tra il 10 e 12 maggio, c’era scritto “Benvenuti alpini a Vicenza!”, con lo sventolio di migliaia di piccole e grandi bandiere tricolore. La loro adunata nazionale è stata un’effettiva manifestazione di amicizia, solidarietà, amore al paese, di dignità d’impegno nel passato e nel presente, di sole tanto atteso.
Già da un anno, alcuni gruppi si erano prenotati per accaparrarsi un posto nel nostro parco. Già da un mese Giancarlo Antonello, un volontario che ci aiuta, e l’economo, p. Antonio, si sono dati da fare per assicurare a tutti luce e acqua. Attrezzatissimi poi, alla fine, 500 alpini si sono installati in tutti gli angoli del terreno a disposizione con tendoni, capannoni, roulottes, vetture abbinate a tende… Un originale campeggio in città per tre giorni. Per noi missionari della casa è stata una sorpresa, una gioia d’accoglienza, una favolosa e piacevole compagnia. Abbiamo passeggiato in mezzo a loro, abbiamo creato amicizia, ci siamo seduti sulle loro panche, abbiamo ascoltato le loro imprese e noi abbiamo raccontato viaggi e avventure di paesi lontani.
Non poteva mancare un bicchiere di buon prosecco e, magari, anche un assaggio dello spiedo che da lontano ci attirava con l’ottimo profumo. I nostri ospiti in alcune ore erano impegnati nel centro della città per attività di gruppo e nell’ultimo giorno per la grande sfilata dei centomila. Lunedì 13 maggio, in una sola giornata, tutto e tutti sono spariti e la nostalgia dei “cappelli alpini” adornati con una penna nera, è entrata in noi.







