Giubileo sacerdotale di 40 saveriani: ...in cammino verso il sole
Anche p. Stefano Berton di Santorso ha celebrato i 50 anni di sacerdozio missionario. Ecco una sua testimonianza, a nome di tutti i confratelli missionari.
I tempi e i luoghi si intrecciano e si confondono: 26 gennaio, 22 marzo, 31 maggio, 9 novembre, 21 dicembre dello stesso anno; in Brasile, in Italia, negli Stati Uniti... Quaranta giovani saveriani, ordinati sacerdoti nel 1958, rinnovano nel 2008 il significato dell'Eucaristia.
Cristo in tutti
Ancora oggi, condividiamo le frontiere del carisma saveriano in otto nazioni dove vivono i saveriani: Brasile, Burundi, Congo, Giappone, Indonesia, Italia, Messico, Stati Uniti. Siamo impegnati nell'animazione missionaria e vocazionale, nella fondazione e nell'accompagnamento di nuove comunità ecclesiali. Siamo impegnati, soprattutto e sempre, nella predicazione del vangelo, nella preghiera e nel sacrificio della nostra vita.
"In omnibus Christus - Cristo in tutti", è stato l'ideale del beato fondatore Guido Conforti. Per 50 anni di vita sacerdotale, questo stesso ideale ci ha ispirati e continua a essere fonte di ispirazione per noi.
Tanti volti nel cuore
Più di un terzo dei saveriani ordinati sacerdoti nel '58, ha già concluso la tappa terrena della sua esistenza missionaria. Li ricordiamo con affetto fraterno e preghiamo, perché condividano ogni bene spirituale con tutti i missionari del vangelo.
Nel cuore di ciascuno di noi c'è la certezza di sentirci bene accompagnati. C'è il ricordo riconoscente di tanti volti che in mille modi rendono più preziosa la loro vita sacerdotale e missionaria: i familiari, i formatori, i benefattori, gli amici. Ma non dimentichiamo gli innumerevoli volti dei poveri di beni materiali, ma ricchi di valori del regno, che ognuno di noi ha incontrato sui sentieri del vangelo, in tutte le latitudini. A questi ultimi dobbiamo un grazie particolare, perché l'ideale missionario fortifica e fa crescere la fede mentre la si condivide.
E ora dove andiamo?
Camminiamo ora verso la sera, come i due discepoli di Emmaus, o come Giacobbe nel mattino di Penuel, zoppicanti per la lotta, ma verso il sole che sorge? Certamente siamo felici, perché nell'Eucaristia quotidiana il Signore ci rinnova lo stesso dono. Il cuore ci arde nel petto e la gioia ci fa correre ancora, per continuare l'annuncio ai nostri fratelli.
Quando Egli vorrà, raggiungeremo gli altri che già vedono e gustano la gioia del regno divino che matura nella storia. A quanti condividono la nostra gioia, vorremmo assicurare che è stupendo il viaggio della vita a partire da questa prospettiva, che vede nella luce di Dio l'esito di ogni storia nel tempo.
Dall'Aspromonte all'Etna
Padre Stefano si trova attualmente nella comunità saveriana di Salerno e svolge un lavoro prezioso: visita i seminari per aiutare i candidati al sacerdozio a essere missionari per il mondo intero.
L'attività nei seminari del sud Italia occupa molto del mio tempo. Nelle regioni di Calabria e Sicilia ce ne sono 30, e io ho l'incarico, quest'anno, di visitarli tutti, per incontrare i seminaristi e i formatori e parlare loro delle missioni.
Ogni anno gli animatori dei vari istituti missionari si dividono le "regioni d'Italia" da visitare e organizzano il convegno missionario nazionale per i seminaristi. Stabiliamo poi un calendario di visite per incontrare il rettore e i seminaristi, il vescovo e il direttore del centro missionario della diocesi in cui andiamo. In ogni seminario organizziamo incontri per pregare, riflettere e condividere le esperienze missionarie.
Ma il mio punto di riferimento è sempre la comunità saveriana, che da più di cinquant'anni contagia con il suo carisma missionario le diocesi di Salerno e della Campania. Perciò, appena posso, anche io mi unisco ai confratelli saveriani in comunità e sono a disposizione per l'animazione missionaria. Sono frequenti le richieste di testimonianze missionarie in gruppi parrocchiali e centri educativi.
Ringrazio il Signore perché, dopo 50 anni di sacerdozio missionario, mi dona ancora la possibilità di offrire il mio contributo alla missione universale della chiesa.








