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P. Daniele Cambielli, missionario in Indonesia, prima alle Mentawai e poi formatore al prenoviziato di Jakarta, in visita a Brescia, nell'orticello saveriano, sullo sfondo dei cetrioli.Foto Storgato, 22 luglio 2004Lo scorso 27 Settembre 2025 abbiamo festeggiato il 55° anniversario della mia ordinazione sacerdotale. Sono entrato dai Saveriani a Parma il 25 ottobre 1964. Un mese dopo, arriva la notizia dell’uccisione in Congo, il 28 Novembre 1964, di tre Saveriani molto giovani. Io mi sentivo fiero di essere entrato a far parte di una congregazione che offriva alla Chiesa e al mondo quei tre martiri (Faccin, Carrara, Didoné). Terminata la Teologia, sono stato a Parigi con alcuni responsabili di Mani Tese e altri animatori europei, per cercare di conoscere i problemi del Terzo Mondo. Ma sono tornato con una grande delusione che si è trasformata poi in quello che per me è stato l’atteggiamento chiave per il resto dei miei anni in Italia (fino alla fine del 1975) e per il resto dei miei quasi 50 anni in Indonesia…. A metà 1979 ero in missione alle isole Mentawai, il ministro della religione decreta che i missionari avrebbero dovuto uscire dall’Indonesia nel giro di pochissimi anni… Ho ricordato che il Vangelo di Marco ha come chiave fondamentale la domanda: chi è Gesù? Se avessimo dovuto lasciare la missione, i mentawaiani stessi avrebbero continuato ad innamorarsi di questo Gesù e formare la Chiesa. A partire da questa domanda abbiamo iniziato una serie di corsi che hanno aiutato anche me a conoscere meglio il Vangelo e la cultura mentawaiana… La mia gioia in tutti questi anni è stata celebrare l’Eucarestia e annunziare la bellezza affascinante di Gesù (p. Daniele Cambielli, sx).

p.7 candianSei anni ad Udine come animatore e poi la missione in il Messico. Sono inviato nella “Missione di Santa Cruz”, nello stato di Hidalgo. Ho imparato bene la lingua preispanica chiamata Nahuatl e per 19 anni ho vissuto con e per gli indigeni. La vita lì era molto dura e difficile, ma sono stati gli anni più belli della mia vita missionaria. Poi Salamanca e Guadalajara, fino al mio rientro in Italia (2025). Ho trascorso 42 anni in Messico e qui ho trovato tante persone che mi hanno aiutato e voluto bene. Dopo 50 anni dall’ordinazione, sono contento e grato al Signore della scelta vocazionale missionaria e la rifarei. Grazie a tutti i miei confratelli che ho trovato sul mio cammino e che mi hanno aiutato e sopportato (p. Edoardo Candian, sx).



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