Giovanni Battista
Giovanni chiede a mamma Elisabetta: “Mamma, anche tu mi hai sognato prima che io nascessi?”. “Certo, figlio mio, sai quante volte ti ho desiderato - risponde lei - poi, un giorno tuo papà entrò a offrire l’incenso nel Tempio. Era il suo turno. Qualcosa di speciale lo sconvolse. Gli tolse la parola. Neanche a me riusciva a dire cosa fosse successo. Ma, guardandolo negli occhi, ho capito che doveva aver visto o sentito delle parole speciali per tutti e due. E poi… sei nato tu”. “È vero che un giorno è venuta a trovarti tua cugina Maria?”, dice Giovanni. “Sì, è vero. È stata una bellissima giornata”. E mamma Elisabetta ricorda quella mattina, quando Maria bussa alla porta. Si sono abbracciate con gioia. I loro occhi dicevano tante cose e i due bambini cominciavano a fare conoscenza tra loro. Poi, si raccontano tutto quello che era successo; come Giuseppe e Zaccaria erano stati coinvolti nel miracolo della vita. E come Maria avesse intonato un canto di gioia e si erano messe a danzare, come fanno le mamme africane. Maria era stata con lei per tre mesi, poi era rientrata al suo villaggio. Si doveva preparare per diventare la mamma di Gesù. Elisabetta prende Giovanni tra le sue braccia, lo stringe al cuore e gli dice: “Anche tu dovrai imparare a sognare e a far sognare come tuo cugino Gesù. Dovrai preparargli la strada. Lottare contro chi vorrà eliminarlo e anche tu pagherai con la vita la tua amicizia con Lui. Ma il tuo, il suo, il sogno di tanti uomini, anno dopo anno, diventerà realtà E ti ringrazieranno, perché li avrai fatti sognare”. Giovanni a quel punto bacia la mamma e poi parte per il deserto. La sua missione di fabbricante di sogni stava per cominciare.







