Giornata di festa attorno ai...
Nella rubrica "Vita Saveriana" (a pagina 3), padre Luca ha descritto brevemente i quattro saveriani del giubileo sacerdotale. Qui lo studente saveriano Pierre fa la cronaca della giornata parmense.
Giovedì 25 marzo 2010, solennità dell'Annunciazione del Signore, è stato il giorno del sessantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di quattro cari saveriani: p. Luigi Martini, il più venerando (87 compiuti a gennaio), e i più giovani p. Albino Orsi, p. Nazzareno Bramati, p. Vittorino Dalla Valle (86 anni ciascuno).
Già dal mattino, nella preghiera delle lodi, la comunità degli studenti saveriani di teologia ha ricordato e ringraziato il Signore per i quattro confratelli. Poi siamo rimasti in attesa che arrivasse p. Vittorino, l'unico dei quattro che non risiede in casa madre a Parma. È venuto da Vicenza, accompagnato dal rettore p. Mario Giavarini.
In regalo un vetro di Murano
Intanto in casa madre il Gams - gruppo amici dei missionari saveriani - si era riunito per il ritiro in preparazione alla Pasqua. La presenza delle signore del Gams, al pranzo e alla Messa, ha contribuito a creare un clima di gioia e simpatia. Erano presenti anche i saveriani che vivono in casa madre, alcuni famigliari dei quattro festeggiati, e p. Luigi Menegazzo, vicario generale della nostra congregazione, che aveva trascorso l'intera settimana a Parma, per incontrare gli studenti.
A pranzo si è festeggiato. L'atmosfera gioiosa di festa in famiglia era scandita da saluti e auguri, primo tra tutti quelli del rettore della casa madre p. Renzo Larcher. Abbiamo condiviso il pasto: un primo di tortelli, un secondo di carne con carciofi, frutta mista, torte della saveriana Marisa e spumante.
Ai quattro festeggiati è stata regalata un'opera d'arte in vetro lavorato di Murano, con tanto di nome e cognome inciso; simboleggia la loro fedeltà a Dio e agli uomini. Due bellissimi vasi di fiori, uno dalla casa madre e l'altro dal Gams, sono stati portati in chiesa, dove si è svolta la celebrazione Eucaristica del pomeriggio.
Non sento niente!
Ha presieduto la santa Messa p. Carlo Pozzobon, superiore dei saveriani in Italia. Accanto a lui, c'erano i quattro saveriani del giubileo: padre Bramati e padre Dalla Valle sui gradini; padre Martini e padre Orsi in piano sulla carrozzina. E poi tutti gli altri celebranti, con la stola bianca della riconoscenza e della lode.
Nella sua omelia, p. Carlo ha citato la vecchia e nostalgica formula latina, "Introibo ad altare Dei, ad Deum qui laetificat iuventutem meam...- salirò all'altare di Dio, che rallegra la mia giovinezza"). Padre Martini, nel frattempo e per tutta la celebrazione, non smetteva di mormorare: "Io non sento, non sento niente...!". Come per dire: se è la mia festa, almeno fate in modo che io senta quello che si dice! Ha le sue buone ragioni...
Fraternità e amicizia
Dopo la Comunione, padre Bramati ha espresso un ringraziamento al Signore e a tutti i presenti. Non ha dimenticato di dire che gli sarebbe piaciuto ancora di più festeggiare questo giorno "a casa sua", in Sierra Leone, e che lui è sempre pronto a ripartire per la missione.
Padre Vittorino ha riconosciuto, con emozione, che tutto quello che gli altri fanno per lui e per loro, nel giorno di festa e nella quotidianità, è segno di "vera fraternità e vera amicizia". Padre Albino, pur non pronunciando una parola, ha espresso gratitudine con la sua serenità e il suo sorriso, seduto accanto a suo fratello prete, don Agostino Orsi, tutti e due con una bella stola bianca.








