Giochi d'Asia: Cina: la testa sempre allenata
Gli spazi verdi di Pechino sono pieni di vita: anziani agli scacchi, bambini con gli aquiloni, giovani che fanno attività ginniche... La gente riesce a mescolarsi e creare rapporti di normale simpatia.
Gli anziani agli scacchi
Lo xiangqui è un gioco simile ai nostri scacchi. È la simulazione di una battaglia: ogni giocatore possiede un piccolo esercito formato da un generale, due alfieri, due elefanti, due cavalli, due cannoni e due carri. In mezzo al campo di battaglia c'è anche un fiume e le pedine si muovono secondo regole precise; il generale, comunque, deve essere difeso dai suoi soldati. L'altro obiettivo del gioco è distruggere tutto l'esercito nemico. Anticamente era considerato il gioco dei letterati e della corte imperiale. Oggi è un gioco in voga fra gli anziani, che si radunano in gruppo per guardare e commentare queste avvincenti partite.
I bambini con lo yo-yo
Il kongzu o yo-yo cinese, conosciuto anche in Italia come "diablo", è uno dei passatempi preferiti dei bambini. Ci sono due bacchette di legno legate da una cordicella di circa un metro sulla quale è fatto girare uno yo-yo che ha la forma di una clessidra. I giocatori più esperti riescono a muovere lo yo-yo, senza farlo cadere a terra, lanciandolo molto in alto. È molto bello da vedere, soprattutto se giocato in gruppo; sembra infatti di assistere a una danza. È considerato di buon auspicio per l'anno nuovo: più il lancio sarà alto e spettacolare, più l'anno sarà fortunato e ricco di benessere.
Il majiang, gioco proibito
Uno dei giochi cinesi più famosi è sicuramente il majiang. È l'adattamento della famosa favola cinese "Shuihuzhuan" che racconta le avventure di 108 famosi eroi al tempo della dinastia Yuan (1258-1368). Nel gioco, ogni pezzo è un'abbreviazione dei nomi degli eroi.
Ogni giocatore riceve tredici pezzi perché in ogni stagione ci sono tredici settimane e quattro stagioni fanno 52 settimane, che danno 364 giorni. Aggiungendo a questi l'ultimo pezzo vincente, si ha un totale di 365, come i giorni di un anno. Le regole complesse richiedono ai giocatori abilità, buona memoria e gusto del rischio. Vince il primo che riesce a scoprire tutte le sue tessere ordinandole nei vari segni, tris o poker.
Questo gioco è stato vietato sia dalla chiesa, che lo considerava peccato, sia dal governo comunista, che vi vedeva un'intrusione dello spirito capitalista, essendo legato al gioco d'azzardo. Nonostante tutti i divieti, il majiang è rimasto il passatempo preferito e il più praticato durante le festività dell'anno nuovo lunare, quando tutta la famiglia è riunita.








