Skip to main content
Condividi su

Dobbiamo essere forti nello spirito

Il vangelo di Matteo racconta che Gesù “fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti ebbe fame. Il tentatore allora gli si accostò” (Mt.4,1-3) . La debolezza del corpo può appannare la mente e la coscienza. Così il tentatore pensava di poter prevalere più facilmente su Gesù.

Degli eremiti e dei padri del deserto si legge spesso che il diavolo si accaniva contro quegli eroi della penitenza. Ma la loro debolezza fisica li rendeva forti nello spirito, perché essi nella penitenza non cercavano l'indebolimento del corpo ma la comunione con Dio. Così vivevano la loro vita nella massima intensità. Allora diventavano fari di saggezza e di sapienza divina per il popolo. La gente andava da loro per essere illuminati e confortati: erano uomini di Dio.

“Tu non devi arrabbiarti”

In Africa, quando le contraddizioni superavano i miei limiti di sopportazione, capitava che mi arrabbiavo e magari gridavo. Allora qualcuno degli amici africani mi diceva: “No, padre, tu non devi arrabbiarti, perché sei uomo di Dio”. Non è sempre facile comportarsi da “uomini di Dio”.

Anche il digiuno, come ogni altra pratica ascetica, dovrebbe aiutarci a diventare “uomini di Dio”. Dovrebbe portarci a una comunione più intima con Dio e a una maggiore solidarietà con quelli che devono digiunare, non per virtù ma per necessità: semplicemente perché non hanno da mangiare!

Nella casa dei missionari a Makeni, in Sierra Leone, non c'era sovrabbondanza, ma almeno il necessario per vivere era assicurato. Non era così nelle altre case attorno alla nostra. Il nostro cuoco aveva sempre a disposizione qualcosa da mettere a tavola per noi. I nostri vicini non avevano la stessa sicurezza. Eppure accettavano la pratica del digiuno con sincera devozione.

“Grazie, sto digiunando...”

Un giorno viaggiavo su una specie di “taxi”: dodici persone in una macchina da cinque posti. Durante una sosta, io comprai alcune banane per lenire la fatica del viaggio. Ne offrii anche a una mamma che viaggiava con noi. Sapevo che era cristiana. Lei, quasi scusandosi disse: “Grazie, ma sto digiunando”. Infatti era quaresima. Dai suoi amici musulmani aveva imparato che quando si digiuna non si mangia né si beve, dall'alba fino al tramonto. La ammirai e misi via le banane. Io con la mia libertà di coscienza non avevo badato al digiuno; lei con la sua fedeltà all'esempio di Gesù osservava il digiuno.

Ho conosciuto un bambino di circa dieci anni che, avendo sentito parlare in chiesa del digiuno quaresimale, fece il proposito di fare tutta la quaresima digiunando secondo le norme che gli avevano insegnato. Non solo si asteneva da quel povero cibo di cui poteva disporre, ma era più fedele ai suoi impegni e più gentile con tutti. Arrivò alla Pasqua veramente felice di essere stato fedele. La semplicità della fede supplisce bene alla conoscenza teologica del valore del digiuno.

Lui “tenta il colpo”, e noi?

Il tentatore non si limita a proporre a Gesù di trasformare i sassi in pane. Gli suggerisce addirittura di fare spettacolo, buttandosi giù dal punto più alto del tempio, oppure di prendersi il potere in tutto il mondo.

Anche se non in modo così esplicito, il tentatore tenta il colpo con tutti noi: “Soddisfa tutti i tuoi desideri, anche se devi calpestare gli altri; non importa quello che sei, è l'apparenza che vale; il potere e le ricchezze sono la sola garanzia di felicità...”. Allora è utile il digiuno che indebolisce il nostro corpo e ci fa sperimentare la nostra debolezza. Così sentiamo più forte il bisogno di Dio e della sua salvezza. E per riflesso, guarderemo con più simpatia e solidarietà al nostro prossimo. Questa è “la cura del deserto”!


Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2722.24 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Luglio/agosto 2007
Missione e obiettivi del millennio Domenica 27 maggio, nella chiesa di San Cristo dai saveriani, si è svolto il convegnomissionario della diocesi di…
Edizione di Gennaio 2017
Dal messaggio per la Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio 2017). Ci auguriamo che la non violenza attiva diventi lo stile delle nostre decisioni…
Edizione di Aprile 2005
Non mi ha mai lasciato solo Non è facile parlare della vocazione. È un’esperienza intima di fede; è un’esperienza misteriosa. E deve essere così per…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito