"La missione è annuncio di perdono"
La Festa della Missione - La Giornata Missionaria Mondiale
Domenica 20 ottobre si celebra la Giornata missionaria mondiale. E’ ormai una tradizione considerare tutto il mese di ottobre come "il mese della missione". Per l’occasione, il Papa ha inviato un messaggio alle comunità cristiane.
Perché ripetere ogni anno la Giornata della Missione?
Ogni anno, puntualmente, ripetiamo la celebrazione dei grandi eventi che caratterizzano la fede e la vita cristiana: il Natale, la Pasqua, la Pentecoste... Tutti questi eventi ci sospingono verso la missione; tutti si completano nella missione. Senza missione, il regalo del Padre, il dono di vita del Figlio e il fuoco dello Spirito resterebbero un’opera incompiuta, un sogno non realizzato, un gran dispendio di Amore non corrisposto.
La missione è la nostra risposta al comando di Gesù: "Andate e ammaestrate tutte le nazioni..." (Matteo 28,19). Ecco perché vale la pena ripetere, ogni anno, questa "vera e propria festa della missione" dedicandovi una Giornata, anzi, un mese intero: è la festa di tutti i missionari e missionarie del mondo, senza distinzione di ruoli e di luoghi; la festa di coloro che, in vari modi, continuano a collaborare con l’opera iniziata da Dio per l’umanità.
A cosa serve?
Deve servire almeno a quattro cose:
- a scoprire meglio il valore della nostra vocazione missionaria, come persone e come comunità;
- a testimoniare con la vita la nostra adesione totale a Cristo e al suo vangelo;
- a pregare ogni giorno per le missioni e per i missionari;
- a collaborare con ogni mezzo alle attività che la chiesa svolge in tutto il mondo.
Prima di tutto, dobbiamo ricordare a noi stessi che siamo missionari e missionarie a vita, sempre e in ogni luogo. Non occorre essere maggiorenni. Non esiste età di pensionamento. Non ci sono vacanze. Per il cristiano, la missione non è facoltativa, un lavoro interinale, qualcosa da fare per riempire il tempo libero.
San Paolo era un missionario convinto. Scriveva: "Predicare il vangelo per me non è un vanto; per me è un dovere...; è un incarico che mi è stato affidato" (1 Corinti 9, 16-17).
"Missione è annuncio di perdono"
"Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno" (Luca 23, 34). Così Gesù risponde all’odio: perdona i persecutori, continua ad amarli, a volere il loro bene e, per questo, prega per loro. Dal perdono assoluto di Cristo, inizia per tutti la nuova giustizia del Regno di Dio. Perdonando, il Signore ci chiede di perdonare, a nostra volta, gli altri e di annunciare a tutti la riconciliazione.
La chiesa missionaria aiuta gli uomini a riconoscersi fratelli, tutti incamminati verso lo stesso Dio, pur percorrendo strade diverse che lui ben conosce.
Come si fa ad arrivare a perdonare ed amare tutti, come Gesù? E’ importante per noi cristiani contemplare il volto di Cristo: il volto sofferente, per imparare a vivere nell’umiltà e nel perdono, nella pace e nella comunione con tutti; il volto risorto, per accogliere il dono della pace e lasciarci perfezionare dallo Spirito, giorno dopo giorno.
Il dialogo, strada maestra della missione
Dialogo e perdono vanno bene insieme: il dialogo porta al perdono; il perdono facilita il dialogo. Il dialogo è profondamente legato alla volontà di perdono, perché colui che perdona apre il cuore agli altri e diventa capace di amare, di comprendere le persone e di entrare in sintonia con loro. D’altra parte, la pratica del perdono sfida e apre i cuori, risana le ferite del peccato e della divisione e crea una vera comunione.
La missione, un dovere ancora urgente
All’inizio del terzo millennio cristiano, cos’è che rende ancora più urgente il dovere della missione? Il Messaggio propone tre motivi principali:
1. il numero di coloro che ignorano Cristo e non fanno parte della chiesa è in continuo aumento: dalla fine del Concilio ad oggi, è quasi raddoppiato;
2. le orribili guerre e i conflitti che continuano ad affliggere l’umanità in modo cronico;
3. la grande povertà spirituale e materiale in cui tanti uomini e donne vivono.
Soltanto l’amore di Dio, capace di affratellare gli uomini di ogni razza e cultura, potrà far scomparire le dolorose divisioni, i contrasti ideologici, le disparità economiche e le violente sopraffazioni che ancora opprimono l’umanità. Il Signore rinnova a ciascuno il suo comando: di annunciare oggi questo Amore, che perdona e dona la pace.
p. Marcello Storgato, sx
Chi desidera avere il testo completo del Messaggio, può richiederlo a questo Giornale.
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