Fra’ Tommaso da Olera è beato
Lo chiamavano "il rosso". Fisicamente robusto, capelli tendenti al rosso, vestito con un saio marrone, corda francescana ai fianchi, barba incolta alla cappuccina, fronte stempiata: questo è l'aspetto di fra' Tommaso da Olera.
Si tratta di un giovane pastore che si fa frate cappuccino laico, umile tra semplici e potenti, un illetterato che scrive massime che finiscono tra le letture care anche a papa Giovanni XXIII, un lavatore di scodelle che diventa consigliere alla corte degli Asburgo. "Cantore dell'Immacolata", "mistico del Cuore di Gesù", "il padre Pio del nord": i titoli abbondano.
Nonostante si tratti di un frate nato nell'anno in cui si chiude il concilio di Trento (1563), il suo modello è importante anche a 50 anni di distanza dell'apertura di un concilio ben più moderno: un umile frate laico, un mistico non istruito; e quindi sicuramente ispirato da qualcosa di grande, un forte promotore di vocazioni femminili.
Papa Paolo VI, il 22 novembre del 1963, scrive di fra' Tommaso: "Seppe essere valido strumento della generale rinnovazione spirituale, adoperandosi instancabilmente all'edificazione delle anime, tanto da brillare nella storia di quel glorioso periodo insieme con i più ardenti sostenitori della riforma cattolica".
Il 21 settembre fra Tommaso è stato proclamato "beato" a Bergamo ed è stata festa a Olera e in tutta Alzano, in particolare nella parrocchia di San Bartolomeo.








