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Non è facile scegliere la data giusta per tutti. Gli impegni di famiglia sono tanti, e poi ci si mette in mezzo, all’ultimo momento, qualche imprevisto. Comunque, le lettere con l’invito a partecipare alla festa dei famigliari dei saveriani di Roma e Lazio, sono partite in tempo: l’appuntamento era per la mattina di domenica 15 maggio.

Alcune informazioni utili

Arrivano puntuali, accolti dai saveriani della comunità, i Caglioni, i Calarco, i Celli, i Chiofi, i Codini, i Grasso, i Mancini, gli Storgato… Che bello incontrarsi di nuovo, dopo tanto tempo, darsi la mano, abbracciarsi con la domanda: “Come va? Come stai?”. Anche con qualche acciacco in più. Qualcuno ha detto: “Gli acciacchi sono la prova che siamo vivi!”.

Quest’anno tutto si è svolto al piano terra - la santa Messa e il pranzo - evitando le scomode scale. Prima della celebrazione, il consigliere p. Peguero ha comunicato ai presenti alcune informazioni: sedici nuovi giovani saveriani che, dopo il noviziato, stanno per andare nelle quattro comunità internazionali per completare gli studi teologici in vista del sacerdozio; l’inizio della causa di beatificazione per martirio dei saveriani p. Carrara, p. Didonè e fr. Faccin, uccisi in Congo nel 1964; i missionari anziani e malati che continuano la missione con la preghiera e la sofferenza…

L’Eucaristia e la preghiera di p. Masi

L’Eucaristia è stata presieduta da p. Nicola Masi, venuto appositamente da San Felice al Circeo, dopo aver celebrato il suo 89° compleanno lo scorso 11 maggio. Ha parlato con il cuore, esortandoci a vivere la fede cristiana con gioia, nella pur difficile situazione attuale. Ha composto una sua preghiera di ringraziamento, che vale anche per noi:

Signore, io sono nato nel tuo cuore, prima che nel seno di mia madre. Tu mi sei padre e madre. Tu mi hai concepito e mi hai amato come un figlio. Io non ho trenta, cinquanta, settanta anni. Io ho la tua età, sono nato con te. È dall'eternità che tu mi porti nel tuo cuore".

Il pranzo e un libro come dono

Poi abbiamo trasportato le sedie nella stanza accanto per il pranzo: lasagne, pollo e patate, insalata e rucola, cresciute nelle aiuole lungo il muro di via Aurelia, ciliegie e fave di Fonte Nuova, dolci vari e vini dei Castelli. In segno di familiare riconoscenza, è stato offerto il volume, caldo di stampa, di p. Silvano Garello: “Frontiera del Vangelo. Bangladesh”. È un racconto appassionante della vita missionaria dei saveriani in questa piccola e povera nazione del mondo.

Davvero una bella giornata, tiepida nel clima e per l’affetto. Dopo le 16, sono arrivate le nuvole e una bella pioggia. Ma ormai tutti erano al sicuro, sulla via di casa.



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