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Martire friulano della giustizia, Così ricordiamo p. Aldo Marchiol

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Il 24 marzo si celebra la Giornata di preghiera e digiuno per i missionari uccisi per il regno di Dio. La data è stata scelta in memoria della morte del grande vescovo mons Oscar Romero. Anche la famiglia saveriana può annoverare un martire friulano doc: p. Aldo Marchiol.

Nato a Udine il 12 marzo 1930 nella parrocchia di S. Pio X, p. Aldo a 17 anni entra dai saveriani. Ordinato sacerdote nel 1958, riesce a partire per la missione in Burundi, come egli sognava, solamente nel 1978. In quei vent'anni di attesa è stato animatore missionario, direttore spirituale, professore e incaricato della corrispondenza con i benefattori.

Missionario in Burundi

Padro Aldo sceglie subito Muyange, missione guidata allora dai padri bianchi, per studiare la lingua locale. Nel 1992 è chiamato a reggere la casa saveriana della capitale Bujumbura, punto di riferimento per missionari, suore, laici, giornalisti. Proprio un giornalista, di lui ha detto: "Era buono, accogliente, sincero, cordiale e sempre pronto a fare qualsiasi servizio; tutti si sentivano accolti da lui".

Padre Aldo aveva compreso che le ingiustizie, le violenze di un'etnia contro l'altra erano causa di altre violenze e altri massacri. Sapeva che alla base della convivenza ci sono l'accettazione e il perdono.

L'ultima sede dell'opera di p. Aldo in Burundi è Buyengero, insieme a p. Ottorino Maule e Caterina Gubert, laica volontaria. Padre Aldo è convinto di dover testimoniare l'amore e il perdono. Nel poco tempo in cui rimane a Buyengero esce spesso e incontra le comunità delle varie colline.

Per rendere il mondo migliore

Padre Aldo era una persona schiva, semplice, buona, conciliante, ma non ha mai tollerato i compromessi con il male, l'ingiustizia e la violenza. Viene ucciso insieme a p. Ottorino Maule e Caterina Gubert il 30 settembre 1995 nella casa della missione, perché le loro voci scomode denunciavano l'ingiustizia e annunciavano la speranza, nel nome di Gesù morto e risorto.

I tre martiri italiani riposano davanti alla chiesa di Buyengero e sono un richiamo perenne alla giustizia, alla verità, alla riconciliazione, al perdono e all'amore. Con il loro sacrificio ci indicano che il Signore morto e risorto è vivo ancora oggi, per vincere il male e la morte.

Senza la testimonianza di questi martiri, il mondo sarebbe più povero e sarebbe ancora più difficile sperare. Nel buio del mondo, i martiri brillano come le stelle e con la loro testimonianza illuminano il cammino dell'umanità verso la luce, che è Cristo.



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