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Essere Saveriani nel nostro tempo in Italia

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Celebrato il Capitolo dei Saveriani d'Italia

Riuniti per una decina di giorni nella Casa di s.Pietro in Vincoli, i Saveriani che operano in Italia (176) hanno celebrato – attraverso i loro rappresentanti (28) – l’XI Capitolo Regionale. Il tema – approfondito e studiato in precedenza da ogni comunità saveriana presente in Italia – era: "Essere Saveriani nel nostro tempo in Italia".

Una riflessione sui "Segni dei tempi", cioè sui cambiamenti culturali, economici, sociali e religiosi che, a dimensione mondiale, stanno provocando trasformazioni nella vita delle persone, e che influenzano il nostro impegno missionario.

L’identità dei Saveriani d’Italia, infatti, non può prescindere dall’ampio contesto dei mutamenti avvenuti a livello missionologico globale e gli orientamenti presi in questi ultimi anni dalla Famiglia Saveriana.

I valori fondanti

I Saveriani sentono la necessità di richiamare e confermare le convinzioni profonde che li contraddistinguono, rivisitando le fonti della loro spiritualità, per essere in grado di viverle e attualizzarle nella fedeltà, in Italia, oggi, nel nostro tempo.

Il fine esclusivo della Famiglia saveriana è quello "dell’annuncio della buona novella del Regno di Dio ai non cristiani", come si legge nelleCostituzioni. I Saveriani, ai quali è richiesto con sacrificio di operare in Italia, rispondono a queste particolari finalità: promuovere vocazioni missionarie e formare quanti sono chiamati all’Apostolato ad Gentes, per fornire alla Chiesa e alla Congregazione il maggior numero di missionari; creare e alimentare nelle comunità cristiane la mentalità e la disponibilità necessarie perché vivano la dimensione missionaria insita nella stessa vocazione cristiana; rimanere in comunione e collaborare con i confratelli impegnati nelle giovani Chiese; accogliere fraternamente i reduci ed assistere amorevolmente i confratelli anziani e malati.

L’attività dei Saveriani in Italia (come pure di coloro che vivono in missione) è fondata sulla vita fraterna e la comunità come soggetto dell’evangelizzazione. Quando il beato Conforti fondò l’Istituto (1895) lo volle congregazione religiosa, non solo per la scelta dei consigli evangelici (i quattro voti: povertà, castità, obbedienza, e vita consacrata alla missione), ma anche perché una comunità religiosa è "come una famiglia unita nel nome del Signore". Egli ha molto insistito sullo spirito della famiglia, soprattutto nella Lettera Testamento, ove, tra le caratteristiche che debbono qualificare il carisma saveriano, pone lo "spirito d’amore intenso per la nostra Famiglia religiosa che dobbiamo considerare qual madre, e di carità a tutta prova per i membri che la compongono".

Itinerari

I capitolari invitano i confratelli che operano in Italia a riconsiderare l’impegno dettato dalle Costituzioni per il quale "nel lavoro apostolico seguiamo la via percorsa da Cristo con la sua incarnazione. Questa ci chiede costante attenzione alla complessità delle situazioni in cui lavoriamo e disponibilità di mente e di cuore per adeguare la nostra azione alle diverse esigenze dei tempi e dei luoghi".

L’XI Capitolo Regionale ritiene che, nella situazione di luci ed ombre del nostro tempo, il carisma del Fondatore e il progetto di vita lasciatoci in eredità, siano capaci di rispondere evangelicamente e creativamente alle sfide che i processi culturali ed economici oggi ci pongono. A noi Saveriani oggi, compete identificare gli itinerari e i cammini quotidiani più idonei e coerenti per rinvigorire la spiritualità saveriana, per approfondire la nostra appartenenza alla Famiglia e per dare maggior slancio alla nostra attività missionaria.

Tali itinerari sono: la spiritualità, realizzata nella vita fraterna e nella consacrazione alla missione; l’appartenenza, che si rende visibile nella conoscenza della nostra spiritualità saveriana e la testimonianza quotidiana di essa, con risposte adeguate alle sfide che il mondo oggi ci pone; la missione: anche se chiamati a vivere la vocazione missionaria nella Chiesa di origine, i Saveriani d’Italia debbono nutrire la fede nel seminatore, che getta il seme ignorando quali saranno i frutti.


I capitolari hanno deciso di offrire ai confratelli che operano in Italia la seguente dichiarazione:

“Consapevole delle difficoltà cui può andare incontro l’attuazione della vocazione missionaria nelle tante e diverse situazioni del mondo odierno e della possibilità dunque di trovarmi coinvolto in situazione a rischio: rapimento o sequestro della mia persona o addirittura morte violenta, offro la mia vita per Cristo e la diffusione del suo Regno.

Se dovessi subire sequestro, dichiaro di accettare la decisione della Congregazione di non pagare riscatto o subire ricatti. Chiedo inoltre che anche i miei familiari e parenti vivano con la stessa mia fede queste circostanze e si attengano a quanto l’Istituto potrà pensare giusto e possibile fare"



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