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Educare alla spiritualità, Giovanissimi all’abbazia di Sorres

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All'inizio del nuovo anno un bel gruppo di giovanissimi (14-17 anni) ha avuto tre giorni per riflettere sulle loro relazioni con gli altri, con se stessi e con Dio. Sono stati aiutati dalle testimonianze dei missionari: fr. Gigi Pinna, missionario in Colombia, p. Daniele Targa, da poco rientrato dal Bangladesh, p. Virginio Simoncelli, missionario in Congo. Tutti e tre hanno fatto comprendere che non si può essere felici da soli; bisogna esserlo anche in famiglia, a scuola e con gli amici.

Per riflettere sulla relazione con Dio è stata organizzata la visita al monastero San Pietro di Sorres. Abbiamo celebrato l'Eucaristia con i monaci, alternando canti in latino e in italiano.

La visita all'abbazia di Sorres

L'abbazia di Sorres si è sviluppata nel 1950 attorno ai ruderi di un vescovado, con i monaci benedettini venuti dall'abbazia di Parma. Alcuni di loro hanno conosciuto i saveriani. Oggi i monaci svolgono attività di restauro dei libri e di accoglienza dei fedeli per i ritiri spirituali.

L'abate di Sorres ci ha spiegato la spiritualità benedettina, basata su quattro pilastri: preghiera, lavoro, studio e riposo. A questi pilastri corrispondono le quattro parti del monastero attorno al chiostro. La spiritualità di san Benedetto trova la relazione con se stessi nello studio, nel lavoro e nel silenzio; il rapporto con Dio nella preghiera e nella lettura sacra; il rapporto con gli altri negli incontri guidati dall'abate e nella vita comunitaria.

Prega, leggi e lavora

"Il monaco prega, legge e lavora. La vita del monaco sta tutta qui. Questo motto benedettino ha formato l'Europa cristiana. Interrompiamo i nostri ritmi di lavoro solo per tenere i ritiri spirituali", ci dice l'abate. Nel chiostro del monastero notiamo il bassorilievo della Madonna, invocata come "silentium Dei - silenzio di Dio", per tutti coloro che desiderano trovare Dio nella solitudine e nella preghiera.

L'abate ci ha ricordato che, secondo la regola di san Benedetto, il vero motivo della vita monastica è la ricerca di Dio. La preghiera deve essere la prima attività del monaco, nella sua duplice dimensione di lode alla Santa Trinità e di intercessione per i fratelli. Il monaco cerca Dio nella preghiera in coro, nella meditazione della sacra Scrittura, con lo studio e nell'ascolto della lettura spirituale durante i pasti. La "lectio divina" è un autentico incontro con Cristo Persona viva, che parla al monaco e gli rivela se stesso e il Padre.

Il lavoro manuale, necessario per la sopravvivenza della comunità, si è sviluppato nel lavoro di restauro sui libri



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