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Il Natale che festeggiamo e ricordiamo ogni anno è la realizzazione in mezzo a noi di un aspetto fondamentale: il Figlio di Dio - Gesù - è venuto per compiere la volontà del Padre e realizzare il sogno di Dio di fare di tutto il mondo una unica famiglia.

San Paolo già ce lo aveva ricordato: “Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato.
Allora ho detto: ‘Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà’»” (Ebrei 10, 5-10).   
Sono poste sulla bocca di Cristo le parole di adesione alla volontà del Padre, la completa sottomissione di Gesù “per compiere la volontà” di Dio. Non vengono offerti a Dio sacrifici di animali o riti o situazioni esterne all’uomo, ma Gesù, spinto da un immenso amore, durante la sua vita terrena ha offerto al Padre la propria volontà, tutto sé stesso.

Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Questa Parola ci offre la chiave di lettura della vita di Gesù, aiutandoci a coglierne l’aspetto più profondo e il filo d’oro che lega tutte le tappe della sua esistenza terrena: la sua infanzia, la sua vita nascosta, le tentazioni, le sue scelte, la sua attività pubblica, la morte sulla croce e l’invio degli Apostoli a tutte le genti per annunciare il Regno. In ogni istante, in ogni situazione, Gesù ha cercato una cosa sola: compiere la volontà del Padre. E l’ha compiuta in modo radicale, non facendo nulla fuori di essa e rifiutando anche le proposte più suggestive che non fossero in pieno accordo con quella volontà.

Questa Parola ci fa comprendere la grande lezione a cui mirava tutta la vita di Gesù. E cioè che è più importante compiere non già la nostra, ma la volontà del Padre; renderci capaci di dire di no a noi stessi per dire di a Lui.
Il vero amore a Dio non consiste nelle belle parole, idee e sentimenti, ma nell’obbedienza effettiva ai suoi comandamenti. Il sacrificio di lode, che Egli si aspetta da noi, è l’offerta amorosa fatta a Lui di ciò che abbiamo di più privato, di ciò che più ci appartiene.



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