Dove correvano tutti, quel mattino, come se fosse scoppiato un incendio? Perché quella strana frenesia, quell’andare e venire da un sepolcro? C’è Maria di Magdala, la più fedele. Si reca alla tomba quando è ancora buio: quando finirà questa “notte” stesa sul mondo?
Dove corrono Pietro e l’altro discepolo come se li bruciasse un fuoco, non fuori, ma “dentro”. Entrano nella dimora della morte e lì vedono solo “le bende e il sudario”... Ma Lui dov’è?
Vedono e credono! La morte non ha potuto nascondere, tenere prigioniero l’Autore della vita.
Il “primo giorno della settimana” diventa il primo giorno del mondo: è una nuova creazione. Dal cuore aperto di Cristo in croce nasce la chiesa, il nuovo popolo di Dio, “l’uomo nuovo”; come agli inizi, dal costato di Adamo era emersa la donna. Il lutto si cambia in festa; sarà una festa senza fine.
Sentinella, dov’è la notte? La notte è proprio finita, finalmente si leva “il giorno”. Colui che era inchiodato al legno è vincitore sulla croce; la morte è ormai priva di forza, è stata sconfitta.
La vita dunque ha un senso, un senso nuovo...
Il vincitore trascina nel suo trionfo tutti coloro che confidano in Lui: immersi nell’acqua e nel suo Spirito con Lui viviamo.
E se un giorno la morte ci sorprende, ormai siamo certi: Dio è fedele; farà in noi ciò che ha fatto nel Figlio suo, il primogenito di una moltitudine infinita di fratelli.
È Pasqua, il grande passaggio dalla morte alla vita. È Pasqua, il giorno della vittoria!
Alleluia! Dio è vivo; è il Dio della vita e ci trascina tutti nel suo Figlio, nella pienezza della vita e del suo amore!
È questo il messaggio che da duemila anni arriva a noi da un sepolcro vuoto.
È questa la speranza che abita nel cuore di ogni uomo.
È questa la testimonianza che noi credenti siamo chiamati a portare al mondo: “Perché cercate tra i morti Colui che è vivo? Non è qui, è risorto!”.
Auguri sinceri e fraterni, a voi tutti, di vita piena di gioia e speranza cristiana.
I Missionari Saveriani