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In queste settimane, il mondo politico italiano è tornato a parlare dei decreti sicurezza, approvati nel 2019. Essi, di fatto, smantellano un sistema di accoglienza faticosamente costruito negli anni passati, mettendo a rischio la vita di tante persone, già arrivate in Italia e che si stavano integrando. Come missionari e cristiani ci sembra doveroso rilanciare la campagna “Io accolgo”, avviata l’anno scorso da 43 Associazioni italiane ed internazionali.

“È quella parte grande - dice il testo della Campagna - che non si arrende alla barbarie di un mondo fondato sull’odio e sulla paura, che crede nei principi della Costituzione, dei diritti uguali per tutti, della solidarietà. Soggetti che quotidianamente agiscono per mitigare i danni di una legislazione, di politiche e di comportamenti istituzionali che condannano i migranti a morire in mare, che chiudono i porti, che cancellano esperienze di accoglienza, come gli Sprar, gettando per strada migliaia di richiedenti asilo e rifugiati, anche vulnerabili, privati così della loro dignità e del diritto ad accedere ai servizi sociali”.

La Campagna vuole indurre le istituzioni ad assumersi la responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione, cancellando le scelte discriminatorie e superando gli effetti perversi del Decreto sicurezza. La Campagna afferma:

  1. Vogliamo vivere in un mondo che non sia fondato sull’odio e sulla paura, ma sulla solidarietà, sull’uguaglianza e sulla libertà, dove a tutti gli esseri umani, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione e dalla provenienza, siano riconosciuti pari dignità ed eguali diritti.
  2. Escludere e discriminare i cittadini stranieri non produce maggiore sicurezza per gli italiani, ma aumenta la marginalità sociale e produce un’erosione dello stato di diritto, della democrazia e della coesione sociale nel nostro Paese.
  3. I cittadini stranieri che vivono e lavorano in Italia sono una ricchezza per questo Paese, dal punto di vista economico, sociale e culturale, così come i milioni di cittadini italiani emigrati nel mondo per cercare lavoro e un futuro migliore hanno contribuito e contribuiscono alla crescita dei Paesi in cui sono stati accolti.

Oggetto simbolo di questa iniziativa è la coperta termica. Ma noi cosa possiamo fare?

- Aderire e condividere il manifesto (http://www.ioaccolgo.it/), focalizzato sul no alla chiusura dei porti, al decreto Sicurezza e alla discriminazione e sul sì all’accoglienza, alla solidarietà, all’uguaglianza, al rispetto dei diritti umani.

- Partecipare alle iniziative di mobilitazione e diffondere la campagna tra amici, colleghi... proponendo di aderirvi e di partecipare alle singole iniziative.

- Organizzare nelle proprie città incontri e altre iniziative di sensibilizzazione sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza, dal piccolo incontro a livello di condominio/parrocchia/scuola a iniziative di maggior respiro (convegno), e nelle forme più diverse (cene interculturali, eventi artistici…).

- Realizzare interventi concreti di accoglienza a favore dei cittadini stranieri esclusi dal sistema di accoglienza istituzionale (titolari di protezione umanitaria, titolari di protezione internazionale che hanno terminato il periodo di accoglienza nel sistema istituzionale); che non risultino in alcun modo “sostitutivi” rispetto al necessario intervento pubblico.



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