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Per gli amici e benefattori dei Saveriani della Romagna, all’inizio del nuovo anno, abbiamo pensato di condividere qualche notizia sulla vita della nostra comunità in questo ultimo periodo. Il 2026 è già partito e noi continuiamo il nostro cammino cercando di seminare qualcosa di buono in questo nostro mondo, facendo la nostra parte.

Il periodo di Natale 2025 è stato, come sempre, piuttosto carico e intenso. Verso metà dicembre siamo scesi a Roma per celebrare il Giubileo come Comunità. Insieme ad altri pellegrini, abbiamo percorso in preghiera Via della Conciliazione per poi attraversare Piazza San Pietro e, attraverso la Porta Santa, siamo entrati nella Basilica. Il nostro cammino si è fermato davanti alla tomba dell’Apostolo Pietro dove abbiamo rinnovato la nostra professione di fede dicendo insieme il Credo.
Abbiamo avuto anche l’occasione di partecipare alla classica udienza del mercoledì di papa Leone: è sempre un momento di fraternità e di comunione ecclesiale in cui si ritrovano insieme uomini e donne di tutti i Paesi del mondo. Nella sua catechesi, papa Leone ha parlato del cuore e della sua pienezza. Da buon figlio di Sant’Agostino ha ricordato un suo famoso scritto: “Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto, finché non riposa in te”. E ha concluso affermando che “nessuno può vivere senza un significato che vada oltre il contingente, oltre ciò che passa; il cuore umano non può vivere senza sperare, senza sapere di essere fatto per la pienezza, non per la mancanza”.
Un bel messaggio che ci siamo portati a casa rientrando da Roma: siamo fatti per la pienezza, non per la mancanza!

rmg 4 compleanni festeggiatiCi siamo avviati così a celebrare le festività natalizie.
Il primo appuntamento pochi giorni prima di Natale, diventato ormai un classico, è la celebrazione di ben 4 compleanni: quello della suocera della nostra cuoca, di don Stefano Vasumini (parroco di San Martino in Villafranca, con cui collaboriamo spesso), di p. Piero e della cuoca stessa. A questa occasione abbiamo unito il pranzo di Natale con i nostri dipendenti e volontari insieme ai loro familiari: un momento di fraternità per confermare la bellezza della nostra collaborazione nella vita e nella gestione ordinaria della casa.

Mentre pensavamo di garantire i diversi e numerosi servizi pastorali previsti dal nostro calendario per le feste di Natale, ecco un imprevisto: l’influenza che da un po’ girava nell’aria ha bussato anche alle porte di casa nostra portando febbre, nausea e malessere diffuso. Questo imprevisto ci ha costretto a ridurre al minimo essenziale i nostri impegni; abbiamo comunque assicurato la celebrazione delle messe di Natale e dei giorni successivi nelle comunità che attendevano la nostra presenza. La Provvidenza ha voluto che fossero in casa nostra alcuni amici e familiari venuti a passare il Natale con noi e che ci hanno dato una mano a superare le difficoltà di quei giorni.
Prevalentemente, siamo impegnati nella parrocchia di Villafranca, alla periferia di Forlì. Tra Natale e capodanno i diversi gruppi scout hanno vissuto i loro campi invernali nelle varie strutture dell’Appennino romagnolo; anche in queste attività abbiamo cercato di essere presenti per aiutare i ragazzi ad entrare più in profondità nel mistero del Natale: mistero di un Dio che si fa uomo, nostro compagno di cammino, per insegnarci le strade della fraternità e a vivere la nostra dignità di figli e figlie di Dio.

Gli ultimi giorni dell’anno sono stati caratterizzati dalle celebrazioni di chiusura dell’Anno giubilare. La Chiesa di Forlì-Bertinoro, di cui fa parte la nostra Comunità di San Pietro in Vincoli, ha celebrato questo avvenimento nel pomeriggio di domenica 28 dicembre, Il Vescovo Livio ci ha ricordato che: “Il Giubileo si chiude, ma non si chiudono le porte della speranza. Anzi! L'Anno Santo è stato un anno di semina della speranza. Ora inizia il tempo della cura e del lavoro perseverante”. Ha concluso affermando che noi “siamo pellegrini che non si fermano con la conclusione del Giubileo; le misericordie del Signore non sono finite, il cammino dei pellegrini di speranza continua”.
Infatti, sulla porta della Parrocchia di Villafranca, all’apertura dell’Anno giubilare, era stata appesa una grande immagine del volto di Cristo; immagine che voleva indicare che Gesù e il suo Vangelo è la vera Porta Santa da attraversare ogni giorno della nostra esistenza per costruire insieme il Regno di Dio. Così, anche se il Giubileo si è concluso, abbiamo ritenuto opportuno lasciare questo segno come richiamo ad una vita santa in un tempo da rendere sempre santo in compagnia del Signore Gesù.



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