È di destra o di sinistra?
Caro direttore, secondo lei, perché tanta gente grida contro i ricchi e i padroni? I ricchi non sono condannati nel vangelo. È condannato solo chi considera la ricchezza materiale più di quella spirituale. La solidarietà non è un valore di destra o di sinistra. Si tratta solo di aiutare i bisognosi. Ma la nostra società del prossimo se ne frega. E poi perché tanta gente è disposta a seguire il papa solo quando parla di pace, mentre non lo segue quando parla di aborto, di eutanasia e temi simili? La pazienza è la virtù dei forti. Grazie.
- Alberto, via E-mail.
Caro Alberto,
le domande sono due, impegnative e perse. Nella prima fai riferimento al vangelo; nella seconda fai riferimento al papa e al suo insegnamento. Preferisco rispondere a tutte e due le domande con il vangelo davanti. Certo, la chiesa è "maestra": ci insegna, ci guida, ci aiuta a capire e ad essere coerenti. Ma anche per il papa, per i pastori e per tutti noi cristiani, alla fine, il vero riferimento è Gesù e il suo vangelo. Noi tutti ne siamo seguaci e portavoce.
Il valore di ciò che diciamo e facciamo sta proprio nella sua coerenza con il vangelo. Non ti pare?
Dici bene: la solidarietà non è di destra o di sinistra. Anche quello che dice il papa non ha destra o sinistra. E Dio dove sta, a destra o a sinistra? Abbiamo tutti una gran voglia di "stironare" Dio dalla "nostra" parte, di averlo come alleato e sostenitore dei nostri interessi. Dio, invece, è rigorosamente "in mezzo" a noi, con noi. E chiede di essere accolto, per trasformarci e renderci felici. Questa è la nostra vera "ricchezza spirituale": guardare a lui, ascoltarlo, imitarlo.
Scrive Tagore: "Se nei nostri affari terreni noi subissimo delle perdite quando mettiamo da parte Dio, saremmo molto preoccupati. Ma questo non avviene: il sole non ci fa mancare la sua luce, la terra continua a donarci il cibo, le mille vite dell'immensa famiglia umana soddisfano ogni nostra necessità. Mettere Dio da parte impoverisce molto la nostra esistenza, ma noi continuiamo a vivere senza preoccuparcene; anzi, pensiamo persino di essere noi i favoriti di Dio. Come possiamo capire il danno che ci facciamo?".
Nessuno dovrebbe fregarsene del prossimo, e nemmeno di Dio.
Purtroppo, ci sarà sempre chi tiene per sé la ricchezza ricevuta e se la gode, pensando di essere nato con la camicia; ci sarà sempre chi penta ricco e se ne frega, pensando di essere più furbo degli altri. Purtroppo, c'è chi pensa di essere "padrone" della vita altrui, fino ad abortirla; c'è chi pensa di essere padrone della propria vita, che ha invece ricevuto in dono, e arriva a rovinarla non solo con l'eutanasia, ma con droga, alcool, ebbrezza, stupidità temeraria...
E Dio continua ad essere "in mezzo" a noi... Caro Alberto, la pazienza è la virtù dei forti, la virtù di Dio! L’importante è che io e tu, e possibilmente anche qualche altro..., "non ce ne freghiamo".
p. Marcello, sx








