È bello ascoltare… ''Voci di strada''
Ogni tre mesi, riuniti nel centro culturale "La strada", con i “senza fissa dimora” di Ancona elaboriamo e poi pubblichiamo un giornalino che si chiama "Voci di strada". Il giornalino viene poi distribuito ampiamente nelle parrocchie e negli spazi della società. Bellissimo è il contenuto e più ancora il metodo che persone in così difficili condizioni esprimono!
Laboratorio di arte poetica popolare
Quindici giorni fa abbiamo preparato l’ultimo numero che è già uscito. Ed è nato così. Il giovedì, nell'ora e mezza di condivisione che viviamo dalle 14,30 alle 16, ci siamo distribuiti un foglio ciascuno. Eravamo una ventina di persone, immigrate e italiane, disoccupate, a volte dipendenti da sostanze, malate. Tutti hanno cominciato a scrivere qualcosa su un tema a piacimento, magari facendosi aiutare a scrivere, specialmente gli immigrati.
Un vero laboratorio di arte poetica e letteraria popolare di gente che soffre ma ama la vita, Dio, gli altri, se stessa! Anch’io ho scritto a mia volta alcune righe sul dialogo, ma sicuramente inferiori al pathos e alle emozioni espresse da tanti amici! Tra loro ci sono ex-insegnanti d'italiano, poeti, semianalfabeti, sofferenti, gente senz'arte, lavoratori manuali, artisti, laureati; vi si nasconde un mondo di ricchezze impreviste, così condivise e sorprendenti! Si sente la presenza di Dio.
Imparare e sperare insieme
Il giovedì seguente, abbiamo letto il giornale stampato. Ognuno leggeva, anche a fatica, l'articolo dell'altra/o, fino a concluderlo tutto! Ci piace molto leggere quel che ciascuno ha scritto; siamo avidi e curiosi… E sono venute fuori tante cose belle, sulla protezione del creato, sulla solidarietà tra noi, sulla bontà di Gesù-Allah che fa tante grazie, sull'amore ritrovato tra due di noi, sul teatro ecologico realizzato per Natale... Ci siamo commossi e a volte abbiamo sorriso!
Quanta saggezza, quanto cuore e quanta volontà, dentro di loro, di vivere, sperare, lottare! È l'esatto contrario dei nostri preconcetti, di quanto a volte noi pensiamo dei poveri: pigri, abituati male, rassegnati, tristi, "brutti-sporchi-cattivi".
Il giornalino rivela invece la delicatezza di comportamenti, sentimenti e amore squisito tra noi e verso tutti, anche verso l'esterno. Qui trionfa il rispetto! Come vorrei che poteste leggere questo giornalino, che ci vede tutti alla pari, l'uomo della notte in strada, il missionario, la laureata, l'immigrato di un'altra cultura, magari primordiale… E s'impara insieme.







