Due paesi "estremi": La missione cinese di Taiwan
Sono approdato a Taiwan nel 1997 e vivo nella comunità saveriana di Taipei. La vita comunitaria è di grande aiuto: permette di restare con i piedi per terra, mantenendo la propria identità come in una famiglia dove le persone s'incontrano con i loro caratteri, la loro voglia di scherzare, la loro stanchezza e i problemi che affrontano... Questa vita di famiglia è una grande risorsa, che anche i cristiani rispettano e ammirano.
Il nostro servizio missionario è articolato un po' in base alle capacità e agli interessi dei confratelli. Avviene molto attraverso la presenza personale, non avendo noi saveriani opere sociali come ospedali o scuole. L'opera con cui ci presentiamo è la parrocchia e cerchiamo di rendere questo ambiente sereno e fraterno. Mi dedico anche all'insegnamento teologico e biblico.
La continua sorpresa dei missionari
La vita in una città cinese è più frenetica di quanto lo sia in una città italiana. Ci sono sempre incontri, più o meno previsti, con persone di tutti i tipi, interessate ad apprendere e a conoscere meglio la fede che hanno abbracciato. In questo senso ci sono continue richieste di informazioni.
Anche nell'insegnare mi rendo conto quali sono le cose che agli studenti interessano di più. Hanno un approccio alla bibbia molto spirituale: non riescono a distinguere l'ora di scuola dall'ora di ritiro spirituale. Per loro leggere / studiare la bibbia e pregare sono realtà molto vicine. Noi che distinguiamo l'approccio scolastico dalla lectio divina, rimaniamo sorpresi da questo loro atteggiamento.
Ci sono storie interessanti. Un giovane universitario entra in chiesa e si mette seduto a leggere i suoi libri e anche la bibbia, a metà strada tra meditazione e preghiera. Un altro signore ha bussato alle porte della chiesa mentre celebravo la Messa chiedendo: "Posso diventare cattolico?". È un operatore ecologico del comune, una persona semplice che non suona mai il campanello; lui grida dal cortile... e bisogna rispondergli così. Ma si vede che è felice!
Parlare di speranza fa bene
A Taiwan c'è vera libertà religiosa: s'incontrano tutte le esperienze possibili, c'è rispetto reciproco e nessuno critica la religione altrui. A volte sugli autobus si trova scritto a caratteri pubblicitari, "Gesù ti ama". E non desta meraviglia. Non di rado anche i funerali avvicinano alla fede, perché sentono i cristiani parlare di speranza e questo fa bene, in un ambiente in cui la paura degli spiriti antenati rende la vita non serena...
Insomma, noi missionari abbiamo la percezione di avere una proposta da fare, con al centro valori come la speranza e la libertà interiore, la fraternità e la comunione... Queste sono le armi che abbiamo noi nel contesto dell'offerta religiosa nel mondo cinese. Perché di offerte religiose - come se fosse un grande supermarket - a Taiwan ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti.
Noi ci qualifichiamo con un'offerta precisa, capaci non solo di prometterla, ma di realizzarla. Questo è ciò che la chiesa cattolica sta facendo.








