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Due novità a Vicenza: I missionari partono e... arrivano

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La mobilità è una caratteristica dei saveriani. Chi ci conosce sa che “il mondo è la nostra casa”. Così succede spesso che ci siano dei cambiamenti nelle nostre comunità. Quest’anno il cambiamento è consistente. Se l’arrivo di un missionario è un dono che porta gioia, la partenza di un missionario lascia dispiacere.

Fratel Asolan, il factotum; come faremo senza?

A lasciarci è fr. Vincenzo Asolan, l’economo della comunità. Anzi, è già in Sardegna. Fratel Vincenzo è ben conosciuto e stimato da chi frequenta la nostra casa. Si occupava degli aspetti economici, ma passava anche molte ore in portineria e rispondeva al telefono. Faceva presto amicizia. Molti facevano riferimento a lui per tutto ciò che riguardava i nostri missionari.

Generoso e robusto, assicurava il funzionamento e la manutenzione di tutto. Era il nostro factotum: si occupava del giardino, preparava i locali per i gruppi, era anche il nostro infermiere... Ma tutte queste attività non gli bastavano.

Fratel Vincenzo, infatti, ha esercitato il ministero della carità, ricevendo i poveri che bussano alla nostra porta. Ne ha conosciuti tanti e li ha seguiti personalmente, aiutandoli a tirarsi fuori da situazioni infelici. Ha seguito anche i gruppi missionari nelle parrocchie (a Dueville, per esempio) e faceva catechesi a gruppi di ragazzi. Anche per gli ex allievi del nostro istituto, fr. Vincenzo era la persona di riferimento e l’animatore. Insomma erano così tante le attività svolte da fratel Vincenzo, che noi confratelli ci siamo chiesti: “Come faremo senza di lui? Come sostituirlo in tutti quei lavori e servizi che faceva?”.

Come per incanto, ecco padre Mantovani

Per fortuna c’è anche qualcuno che arriva! La new entry - vi accorgerete che è proprio così! - è padre Claudio Mantovani, saveriano reggiano, nativo di Rolo. Ha 64 anni, e ne ha passati ben 27 nella difficile missione del Bangladesh. È stato compagno e discepolo del nostro rinomato “missionario poeta” padre Marino Rigon, di Villaverla.

Padre Claudio è tornato in Italia qualche mese fa. Ordinato sacerdote nel 1970, prima di andare in missione, era stato per qualche anno animatore giovanile nella comunità saveriana di Ancona. È un abilissimo prestigiatore, caratteristica che lo rende simpatico a tutti. Anche nel “Bengala dorato”, non riusciva a tenere le mani ferme: oggetti che sparivano e apparivano magicamente, sotto gli occhi di tutti. Ma non è un... borseggiatore; è il suo “modo di fare missione”. Presto imparerete a conoscerlo, e vi sorprenderà!



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