Due incontri per due comunità, Roma
Negli ultimi mesi dell'anno, le comunità saveriane "romane" - la comunità della Direzione generale in viale Vaticano e la comunità "Collegio Conforti" in via Aurelia - si sono incontrate in due momenti molto significativi: il 5 novembre, festa liturgica di san Guido Conforti, e il 3 di dicembre, festa liturgica di san Francesco Saverio.
San Guido, conosciuto e amato
In entrambe le occasioni ci siamo preparati con un ritiro spirituale seguito, il giorno dopo, dalla celebrazione dell'Eucaristia e da un momento di fraternità insieme. Sono venuti anche vari amici e conoscenti e le saveriane, che hanno una comunità a Roma, in via Trionfale.
Il 5 novembre, nella casa di viale Vaticano, p. Luigi Zucchinelli ci ha regalato una stimolante riflessione sulla vita e la spiritualità di san Guido Conforti. Per lui tutto è nato dalla contemplazione del Crocifisso, il libro che ancora oggi ispira la missione e la vita dei suoi figli. I suoi missionari sono chiamati a rapportarsi tra loro con gentilezza, come principi, ma anche come fratelli, vivendo concretamente la fraternità nella propria famiglia religiosa e mettendosi a totale servizio della missione nella chiesa locale.
Dopo il ritiro, abbiamo celebrato l'Eucaristia, presieduta da p. Romero Jesùs, consigliere generale messicano. Durante l'omelia, varie persone hanno parlato della recente canonizzazione del fondatore. Siamo felici di notare che san Guido viene sempre più scoperto e valorizzato, non solo dai saveriani, ma anche dai laici, dai sacerdoti e dalle comunità cristiane. La sua vita rappresenta un segno forte e un grande dono fatto a tutta la chiesa, affinché diventi sempre più missionaria, aperta al mondo e alle sue sfide.
Saverio, innamorato di Cristo
Il 3 dicembre abbiamo celebrato san Francesco Saverio con un altro ritiro spirituale, al quale hanno partecipato vari saveriani, questa volta ospiti della comunità in via Aurelia. Il rettore p. Ivano Marchesin ci ha proposto una bella riflessione ispirata alla vita del Saverio.
All'inizio del suo cammino spirituale, quando ancora studiava a Parigi, Saverio era una persona "dura e difficoltosa". Ma ha saputo cambiare le sue asprezze e inclinazioni, giorno dopo giorno. La sua è stata una vita breve, giacché è morto a soli 46 anni, mentre si trovava alle porte della Cina, che voleva evangelizzare.
Ci siamo chiesti come sia stato possibile per lui convertire in così poco tempo - appena dieci anni di attività - migliaia di persone in diversi paesi dell'Asia. Tra l'altro, Francesco conosceva pochissimo le difficili lingue locali. C'è una sola risposta che può spiegare questo enorme "successo": il suo grande amore per Cristo, da cui è stato conquistato fin dagli anni della giovinezza. Francesco trasmetteva a chi incontrava sul suo cammino una luce intensa, al punto che poi molti di loro, una volta diventati cristiani, erano disposti a morire piuttosto che tradire la fede ricevuta.
Ciò che accomuna i due santi - Saverio e Conforti, così diversi per tanti aspetti - è la loro profonda comunione e fiducia illimitata in Dio, che li ha spinti a mettersi totalmente nelle sue mani.
Dopo il ritiro spirituale, abbiamo celebrato l'Eucaristia, presieduta da p. Katindi, consigliere generale congolese, seguita dalla cena insieme. Gli invitati - amici, conoscenti e saveriane - sono tornati alle proprie case soddisfatti del bel clima di famiglia e di fraternità missionaria che hanno trovato in casa nostra.








