Due appuntamenti saveriani: Conclusione d'un anno di lavoro, Romagna
Dopo le ferie (per chi le ha fatte), si comincia un nuovo anno di lavoro, ma con il pensiero al passato. Mentre stiamo progettando le attività future, a voi siamo in grado di raccontare solo avvenimenti del passato recente, come abbiamo sempre fatto, sicuri che queste notizie siano di vostro interesse.
Ci teniamo a descrivervi due incontri che si sono svolti a giugno e che per noi missionari sono molto importanti.
È per questo che vogliamo ripeterli ogni anno, a distanza ravvicinata. È strano, ma se ci pensiamo, tutti e due hanno in comune l'amore. Si tratta della festa con i familiari dei saveriani romagnoli e della festa con gli amici dei saveriani di S. Pietro in Vincoli, cioè la vostra festa. Molto probabilmente, com'è successo per gli appuntamenti di maggio, anche gli incontri di giugno sono ispirati dalla Madonna, dalla devozione popolare al Sacro Cuore, la fonte dell'amore...
Un esempio da seguire
La festa degli amici, che comprende tutti i nostri abbonati, posso assicurarvi che si è svolta con il solito gran numero di partecipanti e con il consueto programma: Messa e rinfresco nel giardino, con relativo scambio di saluti e di incontri... ravvicinati con i vecchi conoscenti. Ha dato il benvenuto e celebrato la Messa l'ultimo arrivato nella nostra comunità: p. Osvaldo Torresani. La sua affabilità non è sfuggita a nessuno. E tutti avrete notato come la casa si è parata a festa con bandiere, scritte e immagini; anche tutto questo era frutto del suo lavoro... giovanile.
Purtroppo gli anni passano e abbiamo sentito l'assenza di qualche persona fedelissima. Per rimediare, vi trascrivo una lettera arrivata proprio in questi giorni: "Cari missionari saveriani, purtroppo mia madre Cesira, dopo una vita dedicata alla famiglia e al lavoro, è passata a miglior vita. Pertanto, vi prego di depennare il suo nominativo e di sostituirlo con il mio, poiché ritengo mio preciso dovere proseguire nella sua scelta. Tanto vi dovevo. Arturo".
Per la privacy ometto il paese e il cognome, ma vorrei aggiungere che oltre alla famiglia e al lavoro, dal 1987 la cara Cesira era molto affezionata alle missioni. Se tutti i figli dei nostri amici facessero come Arturo... i nostri amici sarebbero sempre tanti e non invecchierebbero mai: non è una bella trovata? Provare per credere!
La tradizione si rafforza
La domenica successiva, 15 giugno, è stato il turno dei familiari di tutti i saveriani romagnoli vivi e defunti e dei missionari diocesani di Forlì. Ad accoglierli è venuto da Parma il superiore regionale dei saveriani, p. Carlo Pozzobon. Anche in questo caso, il cerimoniale non è cambiato: Messa e pranzo di famiglia, con tanta cordialità.
Una volta, alla festa venivano i nostri genitori, poi sono venuti i fratelli e le sorelle; adesso ci sono i nostri nipoti. È proprio vero che anche i missionari invecchiano. Però, un po' ci abbiamo guadagnato. Prendete il mio caso: molti anni fa venivano i genitori ed erano due; poi i fratelli, ed erano tre; il 15 giugno scorso dalle Marche sono venuti i nipoti, ed erano cinque! Così la buona tradizione non solo non si spegne, anzi si rafforza. Solo l'ideale missionario ha tanto potere! Grazie anche di questo.








