La trappola delle riduzioni
La zona del Paranà era stata affidata dal Trattato di Tordesillas agli spagnoli, che la occuparono ufficialmente nel 1554. Solo alcuni secoli piú tardi, il Paranà fu annesso al Brasile.
Nel 1610, i gesuiti ricevettero dal Papa l'incarico di evangelizzare gli indio Guaranì che abitavano la regione. Gli studiosi calcolano che, a quel tempo, gli indio nel Paranà erano circa 150.000.
Per facilitarne l'evangelizzazione e difenderli dai portoghesi, che dal Brasile facevano frequenti incursioni in cerca di oro e di schiavi, i gesuiti riunirono gli indio in una ventina di riduzioni che però si rivelarono trappole mortali. Infatti, nel 1628, i portoghesi attaccarono per l'ennesima volta il territorio e misero a ferro e fuoco le riduzioni.
Degli indio scampati alla carneficina, 20.000 furono trasportati in Brasile e venduti nel mercato di schiavi di San Paolo e in altre regioni del nordest. Altri 12.000, che abitavano nelle riduzioni di Loreto e Sant'Ignazio, si misero in salvo assieme ai missionari, con un esodo avventuroso ed emozionante attraverso il fiume Paranapanema.
Nel 1953, il vescovo di Jacarezinho Mons. Sigaud offrì ai saveriani, come primo campo di lavoro, l'antica riduzione gesuitica di Sant'Ignazio, lungo le rive del fiume Paranapanema.








