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Un duro documento rivolto alle autorità pubbliche del Brasile mira a richiamarle alle loro responsabilità sulla gestione della pandemia da Covud-19

Noi vescovi dell’Amazzonia, di fronte all’avanzata incontrollata di Covid-19 in Brasile, specialmente in Amazzonia, esprimiamo la nostra immensa preoccupazione e chiediamo maggiore attenzione da parte dei governi federali e statali a questa malattia che si sta diffondendo sempre più in questa regione.

I popoli dell’Amazzonia reclamano un’attenzione speciale da parte delle autorità affinché la loro vita non venga ulteriormente violata. Il tasso di mortalità è uno dei più alti nel paese e la società sta già assistendo al collasso dei sistemi sanitari nelle principali città, come Manaus e Belém. Le statistiche fornite dai media non corrispondono alla realtà. Il test non è sufficiente per conoscere la vera espansione del virus.

Molte persone con evidenti sintomi della malattia muoiono a casa senza assistenza medica e accesso a un ospedale.
I dati sono allarmanti la regione ha la percentuale più bassa di ospedali nel paese. Oltre alle popolazioni della foresta, anche quanti vivono nelle periferie urbane sono esposti alla pandemia, e le loro condizioni di vita sono ulteriormente degradate dalla mancanza di servizi igienici di base, alloggi dignitosi, cibo e occupazione.

Sono migranti, rifugiati, indigeni urbani, lavoratori industriali, domestici, persone che vivono di un lavoro informale e chiedono la protezione della salute. È obbligo dello Stato garantire i diritti sanciti dalla Costituzione federale offrendo condizioni minime affinché possano superare questo grave momento.

L'estrazione mineraria e la deforestazione sono aumentati in modo allarmante negli ultimi anni, agevolate dall’allentamento delle ispezioni e dal discorso politico continuo del governo federale contro la protezione dell'ambiente e le aree indigene protette dalla Costituzione federale. Con l'Amazzonia sempre più devastata, le pandemie successive devono ancora arrivare, peggio di quella che stiamo vivendo.

Esortiamo la Chiesa e l'intera società a chiedere misure urgenti su diverse materie, tra cui: rafforzare le politiche pubbliche, in particolare il Sistema sanitario unificato; ripudiare i discorsi che squalificano e screditano l'efficacia delle strategie scientifiche; adottare misure restrittive all'ingresso delle persone in tutti i territori indigeni; effettuare test sulla popolazione indigena per adottare le misure di isolamento necessarie; fornire l'equipaggiamento di protezione personale raccomandato dall'Oms, in quantità adeguata e con le istruzioni corrette per l'uso e lo smaltimento; proteggere gli operatori sanitari che lavorano sui fronti della salute; garantire la sicurezza alimentare per gli indigeni e le popolazioni tradizionali in Amazzonia; rafforzare le misure ispettive contro la deforestazione e l'estrazione; garantire la partecipazione della società civile, dei movimenti sociali e dei rappresentanti delle popolazioni tradizionali negli spazi per le deliberazioni politiche.



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