Diacono a 78 anni
Fratel Gemo, il frate bersagliere
Lo scorso novembre, nella cattedrale di Parma, è stato ordinato diacono fratel Marcello Gemo, un saveriano di 78 anni. Fino ad alcuni anni fa lo si vedeva lungo le strade che portano verso l'Appennino parmense, dapprima in bicicletta, poi - troppo anziano - a chiedere l'autostop. Ora si rivolge a qualche amico per essere portato direttamente dove il suo apostolato lo chiama.
Da 30 anni è volontario in carcere, mentre da diversi decenni si reca in visita ai più sperduti paesi per incontrare ammalati: anziani, far catechesi ai ragazzi. E entrato dai Saveriani a 27 anni, dopo aver fatto la guerra tra i bersaglieri. Ferito, prigioniero in campo di concentramento in Africa; con la compagnia d'un solo libro "Le massime eterne" e della corona del rosario.
Quando nel 1946 riapparve a Montegalda, nel vicentino, venne a sapere che il Ministero della Guerra lo aveva dichiarato morto da qualche anno. Avevano perfino celebrato il funerale solenne in chiesa e posta una lapide nel cimitero. Più volte ha fatto domanda di andare in missione, ma i Superiori lo hanno voluto a Parma, dapprima in portineria (silenzioso, affabile) e poi nel ministero apostolico.
Un semplice "frate". Ma alla fine la diocesi da lui servita per oltre 50 anni lo ha voluto premiare con l'ordinazione al diaconato. Buon lavoro, Gemo! Ora hai uno stimolo in più per donarti agli altri.








