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L’aspirazione al cielo è per il servo di Dio p. Pietro Uccelli un continuo invito alla santità. Lo scrive con insistenza nelle sue lettere, da cui riportiamo qualche pensiero.

“Diventiamo santi, dunque, senza alcuna riserva e condizione. Questo è il grande e inviolabile desiderio che io ho sempre… Questo pensiero di essere tutti di Dio è quello che ci conforta e ci raddolcisce le pene di questo esilio. Vivere senza questo desiderio è un lento morire, ma con esso la vita è gioia celeste.

Diciamo dunque spesso al Signore, specialmente dopo la santa Comunione, che vogliamo amarlo e che vogliamo essere suoi servi fedeli, e che solo desideriamo la sua maggior gloria e la nostra santificazione. Questo e null’altro per me desidero, e tutti i miei pensieri, tutti i miei affetti e tutte le mie opere li dirigo a quella meta nobilissima”.

La strada per il paradiso e la forza di percorrerla ci viene dalla fiducia e dall’abbandono completo alla volontà di Dio.

Così scrive p. Pietro Uccelli: “Coraggio nel Signore e dica spesso: Fiat voluntas tua, con l’intenzione di volerla fare sempre e in tutto. Mettiamoci nelle mani di Dio, e lui faccia di noi e delle nostre cose secondo il suo divino volere, che ci verrà manifestato in modo speciale da chi guida la nostra anima”.

E ancora: “Mettiamoci sempre nel mare d’acqua dolce della volontà di Dio, e non temiamo. Il Signore vuole solo il nostro bene, anzi il nostro maggior bene, e a questo scopo dispone gli eventi. Il nostro pregare sia fatto di uniformità al volere di Dio, e allora il male diventa sopportabile e meritorio.

Quando la croce pesa troppo sulle nostre deboli spalle, diciamo a Gesù benedetto che ci faccia da Cireneo”.

Il Signore conosce ciò che è per il nostro maggior bene: “Ho messo tutto nelle mani di Dio, il quale sono certo disporrà secondo il meglio dell’anima mia. Non ho avuto un desiderio così vivo di andare in paradiso come ora, e chi sa che il Signore non mi faccia una così bella grazia… “Ringraziamo il Signore per essere arrivati fino a questa età. E preghiamolo di concederci tutte quelle grazie che ci sono necessarie per prepararci a fare una morte santa”.



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