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Il 15 gennaio, ci ha raggiunti la notizia dell’inattesa morte di p. Mario Giavarini. In dicembre aveva avuto un incidente stradale che gli aveva lasciato un po’ di malessere e forse qualche “sconvolgimento interno”. Aveva 78 anni compiuti.

“Papà buono” e rettore premuroso

Proveniva dal seminario di Reggio Emilia, che lasciò dopo il secondo anno di teologia, nel 1955, per entrare nel noviziato saveriano. Divenne sacerdote nel 1959 e fu destinato subito alla missione del Congo, dove rimase complessivamente più di 17 anni. Lo chiamavano “il papà buono”. Altri 35 anni li ha dedicati al servizio delle comunità saveriane, in Spagna e in Italia.

La notizia dell’improvvisa morte è stata accolta con vivo dolore alla casa madre di Parma, dove p. Mario era stato rettore per nove anni fino al 2005. Era amato dai confratelli e stimato dal clero di Parma che egli servì con cordiale premura, coordinando il servizio di ministero in tutta la diocesi. Conservò anche un buon contatto con i sacerdoti di Reggio Emilia, che lo ricordano sempre con affetto.

I confratelli, provenienti dalle missioni, ebbero più volte l’occasione di ringraziarlo per la cordiale accoglienza che essi ricevevano in casa madre, senza contare la fraterna cura con cui venivano assistiti i saveriani infermi nel reparto infermieristico del quarto piano.

“Il Signore mi ha tirato su”

Trasferito a Vicenza, celebrò il 50° della sua ordinazione sacerdotale nel 2009. Ringraziando il superiore generale per gli auguri, scrive: “Lo sappiamo che dobbiamo lavorare per il Signore, ma questi gesti di umana simpatia e incoraggiamento fanno sempre bene e ne abbiamo bisogno. Riguardo ai cinquant’anni passati, sono pienamente d’accordo con te, che la fedeltà è del Signore.

Lui è stato fedele e mi ha sostenuto e all’occasione mi ha tirato su perché non cadessi del tutto. Quindi c’è da ringraziare il Signore perché tutto è grazia.

…Ormai sarebbe ora che mi mettessero in un “angolino” tranquillo tranquillo, non nel senso di non avere più nulla da fare, ma nel senso di non avere più responsabilità, specie riguardo ai confratelli. Di salute sto benino. Non posso dire bene, perché in questo periodo sono soggetto a frequenti attacchi di tachicardia, che a volte mi preoccupano un po’. Non è una cosa nuova per me, per cui spero che passerà”.

L’angolino che gli fu riservato è stata la comunità saveriana di Alzano Lombardo (BG), da dove il Signore l’ha chiamato. Lo ricordiamo con riconoscenza e affetto.



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