Da fidanzati e da sposati all'inverso, Consigli non ''ammaccarsi''
L'autunno è, da sempre, una stagione speciale per me. Da un lato, amo il declinare dell'estate, il tempo della vendemmia e, nella mia famiglia di origine, dei compleanni. Dall'altro lato, è il tempo di un nuovo re-inizio. Dopo l'estate, ricominciano la scuola, gli impegni, le attività pastorali ordinarie, quelle sportive...
La sensazione è che il nuovo anno, più che a gennaio, ricominci a settembre - ottobre, quando ci si trova a dover decidere e fare delle scelte sugli impegni da prendere e da "portare avanti" tutto l'anno.
Da quando sono sposata, poi, è un momento particolare, in cui ci dovremmo mettere letteralmente "a tavolino" per decidere sull'anno che viviamo. Inevitabili le discussioni e le incomprensioni, soprattutto quando si è stanchi per fare una chiarezza "preventiva" con se stessi.
Non sono esagerazioni...
Potrebbero sembrare considerazioni esagerate, ma alzi la mano chi, in famiglia, riesce a riconoscere e soddisfare i bisogni profondi di tutti! Più aumenta il numero dei membri e più è difficile, con il rischio di concentrare tutte le energie sui figli che, di solito, hanno ben chiari i propri desideri! Magari non quelli profondi, ma tutto il resto pare sempre indispensabile...
E dunque, come conciliare i bisogni dei figli, le responsabilità della gestione famigliare e lavorativa, le necessità della comunità ecclesiale, o in senso più allargato della comunità in cui si vive, e infine, i desideri di Alessandro e Alessandra? Ecco dunque che una decisione apparentemente banale, come quella di iscrivere un figlio alla scuola di calcio o assumere un impegno pastorale, diventa "terreno di scontro".
Come uscirne, possibilmente poco ammaccati?
Correre dietro al tempo
Ho chiesto a mio marito un commento su questo tema, ma, pur sorridendo mentre leggeva le mie riflessioni, mi ha detto di non avere idea di cosa scrivere: forse non per niente sono sempre io che mi lamento dei troppi impegni e del tempo che pare sempre troppo poco...
Mi pare veramente allucinante questo correre sempre dietro al tempo che fugge, mentre la vita vera ci sfugge di mano... Se il Signore ha creato il mondo così com'è, vuol dire che il tempo che ci ha dato ci dovrebbe bastare, ed evidentemente siamo noi ad averne una visione distorta...
Un consiglio interessante
Comunque, a parte queste riflessioni personali, mi viene in mente un consiglio pratico che ci dette, a suo tempo, il sacerdote francescano padre Raimondo Bardelli. Era una persona molto sensibile alla formazione e all'accompagnamento di fidanzati e sposi. Partecipammo, prima del matrimonio, a uno dei suoi corsi.
Il consiglio era questo: "Da fidanzati, non vedetevi tutti i giorni, ma un paio di volte a settimana, per permettervi di fare altre esperienze anche da soli. Mentre da sposati invertite la prospettiva e non prendetevi più di due impegni settimanali, in modo da rimanere gli altri giorni a casa con la famiglia".
L'ho sempre trovato un consiglio interessante, anche se ai tempi del fidanzamento mi pesava un po': non tanto per il fatto di vederci, visto che abitavamo a 450 chilometri di distanza, ma per non poter fare lunghe telefonate tutti i giorni!
Il tempo per amarci
Ora che siamo una famiglia, riconosco la saggezza nascosta in quelle parole. Come possiamo essere famiglia se non ci incontriamo? Come possiamo vivere la nostra vocazione di famiglia missionaria, se non ci diamo del tempo per amarci? Non è facile trovare un equilibrio, soprattutto per una famiglia abituata ad allargare i propri orizzonti al mondo intero.
Credo che la chiave di tutto sia la preghiera: fermarsi e scendere in profondità dentro di sé, riconoscendo e accogliendo se stessi, primo passo per accoglierci l'un l'altro. La preghiera come affido senza paure a Dio, che solo sa quale sia il bene migliore per tutti, e che accoglie ognuno con infinito amore. La preghiera come affidarci anche all'altro, in particolare al coniuge, con la fiducia che l'altro voglia il nostro bene.
Augurando a tutti, oltre che a noi, di vivere una comunione d'amore nelle nostre relazioni, tesa al bene comune, vi auguro buon re-inizio!








