Da Cremona con tanta nostalgia, Intervista a p. Sandro Parmiggiani
Tocca ora a p. Sandro Parmiggiani, originario di Viadana (Mantova, diocesi di Cremona), missionario in Bangladesh e vissuto a Cremona per molti anni, come animatore missionario.
Le emozioni lasciando Cremona?
A Cremona ho vissuto per trent'anni e venendo via avevo il cuore a pezzi; mi pareva di morire da un momento all'altro. Devo ringraziare sinceramente p. Brioni, la cui sincera amicizia mi è stata di grande conforto, insieme alla fraterna ospitalità di don Antonio Pezzetti, nella sua provvidenziale Casa dell'accoglienza. Ancora di più devo dire grazie ai confratelli della casa saveriana di Brescia per avermi accolto con amicizia fraterna.
La tua vita missionaria...?
Descrivere in poche parole una vita che dura da oltre mezzo secolo è davvero un'impresa impossibile. Posso dire che mi sono sentito sempre in territorio di missione, non solo in Bangladesh o in Scozia, ma anche in Italia, dove i cristiani autentici stanno diminuendo, mentre crescono a dismisura quelli che dicono di non credere più.
Le prime sensazioni a Brescia?
Dopo la casa madre dei saveriani a Parma, Brescia è la comunità più numerosa e importante in Italia. Qui si cura l'animazione missionaria attraverso la pubblicazione di importanti riviste mensili, la "Libreria dei popoli" e il laboratorio di "Videomission". Le prime impressioni sono molto positive e piene di ammirazione per i confratelli che si sacrificano a studiare, riflettere, scrivere, informare... È un impegno molto importante nella nostra missione.
Cosa farai?
Quello che ho fatto per tanti anni... Collaborerò scrivendo sull'ultima pagina di questo giornale nell'edizione di Cremona, ringraziando amici e benefattori: il loro affetto è la medicina migliore! Seguirò ancora anche il "Gams" - "Gruppo amici dei missionari saveriani" di Cremona, Manerbio e Viadana: sono persone amiche che si radunano una volta al mese per pregare insieme per i missionari e tenersi informate sulle attività delle missioni nel mondo.
Che aspettative hai da questa nuova ri-partenza?
La mia "ri-partenza" è nella mente di Dio. Il mio desiderio unico è di fare "tutto e solo" quello che lui vuole da me. Mi metto nelle sue mani, solo così mi sento al sicuro... Perciò la mia attività continuerà come prima della malattia e del trasferimento a Brescia.








