D.R. Congo: Chi prenderà il suo posto?
Testimonianza di Padre Tonino: ricordi d 'Africa
Trascorreva abbastanza tranquilla la vita nel seminario diocesano di Mungambe, in mezzo alla foresta, a circa 160 chilometri dalla città di Bukavu, in Congo. Talvolta qualche giovane partiva, perché non se la sentiva più di continuare e si orientava per la vita di famiglia. Non erano pochi i giovani seminaristi: 150, distribuiti in sei classi.
Dopo gli esami statali di maturità, continuavano gli studi nel seminario maggiore fino al sacerdozio. Un giorno, però, un fatto luttuoso venne a funestare la vita serena del seminario. Dopo il pranzo, i giovani facevano il bagno nelle acque di una diga, sottostante il seminario. E qui accadde l'irreparabile.
Joseph Matabaro era un abilissimo nuotatore. Non era una cima a scuola - quell'anno era ripetente di terza media - ma i superiori lo tenevano ancora in seminario per la sua grande bontà e speravano in un ricupero a livello scolastico. Stavo riposando.
Ad un tratto, sentii bussare alla porta della mia stanza : "Padre, scendi subito alla diga. Joseph è steso sulla sabbia e non si muove più". I seminaristi si erano accorti che Joseph, tuffatosi nelle acque della diga, alimentata dal fiume Zizi, non era più riaffiorato in superficie . Il più coraggioso del gruppo si era tuffato sott'acqua per darsi alla sua ricerca. Lo vide impigliato nella fitta rete di protezione, che impediva a sassi e ghiaia di entrare nel tubo di presa d'acqua, che alimentava la turbina di corrente elettrica.
Circa 15 chilometri più in basso, c'era una miniera d'oro gestita dai tecnici belgi. Accorsi. Feci tutti i tentativi possibili per salvarlo, ma prima di accingermi all'operazione, avevo estratto la corona del rosario, pregando con tanta fede assieme ai seminaristi. Dio aveva disposto diversamente.
Tutti i tentativi erano stati vani. Dovevamo trasportarlo in seminario e preparare una piccola bara. Ma il dramma accadde quando fu portata la notizia alla famiglia. "Cara mamma - aveva detto l'autista della jeep, che era andato a prendere i genitori - vieni in seminario con tuo marito, perché tuo figlio ti vuole vedere".
"Cos'è successo a mio figlio?", domandò subito la mamma, quasi presagendo qualcosa di grave. "Vieni e vedrai coi tuoi occhi", aveva risposto l'autista. Ma poi, incalzato dalle domande dei genitori, durante il viaggio, dovette rivelare la terribile verità: Joseph non era più.
Ricevetti io stesso i genitori, arrivati dopo tre ore di viaggio estenuante fino al seminario. La mamma si gettò sulla bara, stringendo le mani, le braccia, la testa del figlio. Tra le lacrime e il pianto, la donna diceva: "Avevo desiderato tanto avere un figlio prete. Lo vedevo già sull'altare il mio Joseph, e invece . .. ". Continuava a piangere, da strappare le lacrime. "Il nostro parroco - continuava la mamma - ci diceva sempre: Care mamme, pregate tanto il Signore, perché mandi qualche vocazione nelle vostre famiglie ... ".
Pianse per tre ore. Il papà cercava di contenersi, ma le lacrime gli scendevano dagli occhi. Alla fine li facemmo sedere. Riuscirono a mangiare qualcosa. Preparammo per loro una stanza, perché riposassero un po'. La notizia si era sparsa dovunque e di notte fu portata lontano.
Una folla immensa, venuta a dare l'estremo saluto ad uno dei figli migliori della tribù, gremiva la chiesa del seminario ed il piazzale antistante. La solidarietà africana, nella gioia e nel dolore, è proverbiale. Joseph ora riposa nel piccolo cimitero vicino al seminario, accanto alla tomba di un altro seminarista, morto tanti anni prima, in attesa della risurrezione.
Solo allora conosceremo appieno la volontà di Dio. Joseph sarebbe potuto diventare un bravo sacerdote e missionario fra la sua gente; avrebbe potuto fare del bene ... Il Signore l'ha chiamato tanto presto. Forse era già maturo per il Cielo.
Manca un missionario. Chi se la sente di prendere il suo posto?








