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Cultura: per il mondo cinese è l'anno della capra

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Il 1° febbraio 2003 è iniziato per i cinesi l'anno della Capra o Pecora. Padre Giuseppe Matteucig, detto Macario, da nove anni a Taiwan, ci descrive l'origine e le usanze di questa antica tradizione cinese.

In questa parte considerevole della storia e del patrimonio della famiglia umana che è la Cina, un posto di primaria importanza è occupato dalle festività e dai simbolismi che ruotano attorno al Capodanno cinese. Festa che richiama riunioni di famiglia, cene fatte insieme, colori, suoni e odori tipici. Festa unica che tocca tutti: dal singolo, alla famiglia, alla società intera. La vera festa è di tre giorni, ma finisce per paralizzare il paese per almeno dieci giorni, con uffici e scuole chiusi.

Il Capodanno cinese, con la sua ricca tradizione culturale, ingloba ed esprime lo spirito cinese. Capire le origini di questa festa millenaria è un'impresa ardua. Ho chiesto agli amici cinesi che mi hanno riferito due racconti.

Il mostro e il salvatore sceso dal cielo

"Nian" - che in cinese significa anno - era un mostro che terrorizzava la gente. Con la sua bocca enorme, riusciva ad ingoiare diverse persone in un solo boccone. La gente era davvero terrorizzata. Un giorno si presentò un anziano signore che si mise davanti a Nian e gli disse: "Ho sentito che sei potente e forte, che incuti paura a tutti. Ma sei sicuro di essere l'animale più feroce di tutta la terra?" Nian raccolse la sfida; iniziò a combattere con le bestie più feroci e le vinse tutte.

Ma l'anziano signore montò a cavallo di Nian e sparì portandosi via il mostro. Prima di partire, il vecchio raccomandò alla gente di appendere alle mura di casa e sugli stipiti delle porte decorazioni fatte con carta rossa e di sparare mortaretti in quantità: per tenere lontano il mostro. Anche le bestie feroci, per paura, si rifugiarono nelle foreste e questo portò ancor più pace e tranquillità alla gente. Si scoprì poi che questo salvatore era un essere immortale, sceso dal cielo per aiutare il popolo.

Da allora, a ricordo della sconfitta di Nian, si celebra l'anno nuovo cinese. Di buon mattino, il primo giorno dell'anno, la gente esce di casa a fare gli auguri di longevità, prosperità, felicità; e si congratula con familiari, parenti, amici e vicini per essere ancora una volta scampati alle ire di Nian, il mostro.

L'imperatore del cielo e il dio della cucina

Il secondo racconto si riferisce a credenze religiose Taoiste. Il 24mo giorno del 12mo mese lunare, gli dei che risiedono sulla terra salgono al cielo dall'Imperatore di Giada, la più alta e potente divinità nel pantheon Taoista, per fare un resoconto degli avvenimenti capitati sulla terra nell'ultimo anno. Per provvedere al lungo viaggio, la gente ha la tradizione di bruciare soldi di carta.

In aggiunta, sulle labbra del dio della cucina - statuetta o quadro che si trova in ogni casa - la gente spalma il caramello dolce. Così egli riferirà all'Imperatore solo le cose "dolci", ossia le cose belle capitate in quella famiglia di cui lui è protettore. L'intento è di ingraziarsi il cielo, in modo che benedica la famiglia anche durante il corso del nuovo anno. Poi, tutti a tavola, con un menu di dodici portate, quattro fredde e otto calde: per i cinesi sono fortunati i numeri pari.

Il terzo giorno si sposano i topi

La gente ha una settimana intera di vacanze per celebrare il Capodanno con tutta la famiglia. Il secondo giorno, le figlie sposate vanno a far visita ai propri genitori. Se la figlia è sposata da poco, è accompagnata dal marito.

Il terzo giorno, secondo la tradizione, i topi danno in spose le proprie figlie. Perciò la gente va a letto presto, in modo che i topi che vivono in casa possano avere tutto il tempo necessario per preparare degnamente le nozze.

Il pomeriggio del quarto giorno la famiglia prepara le offerte di cibo in onore del dio della cucina che ritorna dal suo viaggio alla corte celeste e riprende la custodia della casa. Questa storia, mi richiama un po' quello che mia madre mi diceva prima di uscire di casa, circa l'angelo custode!

Il quinto giorno, si tolgono le offerte di cibo dall'altare taoista. Così si concludono le celebrazioni per l'anno nuovo. Il nono giorno altre offerte sono preparate per celebrare il compleanno dell'Imperatore di Giada.

Collegati con la festa del Capodanno Cinese, ci sono anche tanti tabù da osservare. In questo periodo, ad esempio, non si possono fare le pulizie di casa, perché magari, con lo sporco, si scoperebbe fuori di casa anche la fortuna. Ci sono le hong bao, cioè i soldi della fortuna: buste rosse contenenti offerte di denaro, che vengono date a bambini ed anziani; e poi… e poi… Non si finirebbe più! Concludo qui.

Il calendario cinese e i dodici animali

Solo un accenno al calendario cinese, con i suoi cicli e simboli zodiacali. Un ciclo completo copre la bellezza di 60 anni ed è composto da 5 cicli di 12 anni ciascuno. L'anno è diviso in 12 mesi lunari; ogni mese è diviso in 29 giorni e mezzo. Perché proprio 12 anni? - chiederete. E perché ad ogni anno viene assegnato un animale diverso?

Secondo la tradizione, un giorno il Buddha, prima di lasciare la terra, chiamò a raccolta tutte le creature viventi. Per primi si presentarono al cospetto del Maestro dodici animali, che, per premio alla loro obbedienza, ricevettero un onore perenne: ogni anno sarebbe stato consacrato ad uno di loro. Il primo di questi animali fu il Topo, seguito dal Bufalo, dalla Tigre, dal Coniglio, dal Drago, dal Serpente, dal Cavallo, dalla Capra, dalla Scimmia, dal Gallo, dal Cane e dal Maiale. Quest'anno, secondo il calendario cinese, è l'anno della Capra.

Grazie, mio Dio!

Mi viene spontaneo terminare con un grazie sincero al Signore, perché mi ha chiamato alla missione proprio in questa porzione della sua vigna nel mondo cinese. Grazie perché, ogni giorno, posso toccare con mano come le varie culture, tradizioni, celebrazioni e feste sono i tanti modi attraverso i quali la gente ed il Cielo si parlano in un dialogo di amore riverente. È proprio vero: più mi fermo a contemplare le Sue creature con le loro espressioni di festa e di gioia, più la voglia di togliermi le scarpe è forte: "Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai è santo!" (Esodo 3,5).



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