Cristiani con orizzonti più vasti
Vi racconto l'esperienza di animazione missionaria che ho avuto l'occasione di fare recentemente in due parrocchie di Manduria. Come al solito, ho predicato a tutte le Messe. Sacerdoti e fedeli hanno seguito con interesse le parole del missionario. Ecco alcuni particolari.
Chiesa madre SS. Trinità
Il 20 e il 21 febbraio scorso sono stato nella chiesa madre "SS. Trinità" di Manduria. Il parroco don Franco Dinoi "junior" e il suo aiuto don Francesco Dinoi "senior" mi hanno accolto cordialmente. La domenica, alla Messa del mattino a "Santa Lucia", l'anziano don Francesco ha presieduto l'Eucaristia. Dopo la mia predica, mi ha stretto le mani commosso e riconoscente. Qualcosa aveva fatto vibrare il suo animo.
Don Francesco mi ha poi confidato che aveva desiderato anche lui partire come missionario in Africa sull'esempio del Comboni, ma il suo vescovo gli aveva chiesto di rimanere in diocesi. Per obbedienza, aveva sacrificato il suo sogno, ma in lui non si è mai spenta la fiamma iniziale d'amore per le missioni tra i non cristiani. È una vera gioia incontrare sacerdoti così, anziani per età, ma ancora giovani di cuore.
Il pane quotidiano per tutti
Nella Messa per i fanciulli accompagnati dai genitori, il duomo era pieno zeppo. Presiedeva l'Eucaristia il parroco don Franco. Nell'omelia, ho cercato di far capire ai bambini il significato delle due invocazioni che rivolgiamo al Signore quando preghiamo il Padre nostro: "Venga il tuo regno" e "Dacci oggi il nostro pane quotidiano".
Ho fatto anche notare ai ragazzi la loro condizione privilegiata di cristiani ben nutriti, a confronto con la maggior parte dei bambini del mondo... E ho proposto alcuni comportamenti di vita in solidarietà con i loro coetanei meno fortunati. Un concetto che anche il parroco ha ripreso al momento di pregare il Padre nostro.
È proprio vero! Quando il missionario e i sacerdoti che lo accolgono si trovano in sintonia, si crea una comunione spirituale che incide beneficamente sui fedeli.
Santa Gemma di periferia
In marzo sono stato a "Santa Gemma", una parrocchia che ha ripreso vita solo nel settembre scorso. È parroco don Gregorio Mastrovito, 64 anni e in buona salute. È stato generoso: ha lasciato una parrocchia importante nel centro della città per venire a ravvivare una parrocchia di periferia.
Don Gregorio aveva preparato con cura l'arrivo del missionario. Accanto all'altare aveva costruito un piccolo trono con i colori dei cinque continenti, come sono espressi nella corona missionaria. Sul trono aveva posto un mappamondo illuminato. All'offertorio della Messa delle 10, la più frequentata, cinque giovani hanno portato all'altare cinque ceri accesi, dipinti con i colori dei continenti, per esprimere che "Cristo è la luce del mondo". "I segni devono parlare", ha detto don Gregorio. Anche i libri da me portati, grazie alla zelante e instancabile animatrice Giannina, hanno avuto una buona richiesta dal pubblico.
Il calore umano dà energia
Nel pomeriggio di sabato ho parlato ai ragazzi, ho animato il rosario missionario e ho predicato durante la Messa vespertina. La domenica ho parlato nelle due Messe, ho animato la via crucis con stile missionario e ho tenuto una conferenza sull'Africa. Don Gregorio e la gente sono rimasti soddisfatti. E anch'io ero contento, anche se stanco.
Nelle giornate di animazione a Manduria, sono stato ospite nel bel convento dei francescani minori. Padre Alfonso, padre Maurilio e fratel Silvestro sono stati fraterni e premurosi. Verso tutti gli amici nominati in questa pagina e per tante altre persone solidali con le missioni, sento una profonda gratitudine.
Un po' di calore umano fa bene anche al missionario e gli rinnova le energie, anche se gli anni... pesano.








