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Con due nuovi confratelli si allarga la nostra comunità saveriana. Infatti, ai primi di dicembre, sono arrivati in via Ponchielli, ad Alazano Lombardo, p. Arduino Rossi dal Bangladesh e p. Evelino Basili dalla Sierra Leone. Il primo è bergamasco; il secondo è vicentino.

P. Arduino bergamasco

Padre Arduino è ben conosciuto nella Bergamasca, perché vi ha lavorato per diversi anni ai tempi in cui la scuola apostolica saveriana brulicava di aspiranti missionari. Nativo di Terno d’Isola, ha vissuto la sua prima esperienza missionaria da “fratello coadiutore” passando 17 anni in Bangladesh (dal 1958 al 1975), come direttore della scuola “St. Joseph Orphan Press”. Insegnava l’arte tipografica ai giovani poveri, dando loro un futuro.

Rientrato in Italia, ha chiesto di diventare sacerdote. Compiuti gli studi teologici a Parma, è stato ordinato il 21 settembre 1980. La sua prima Messa a Terno d’Isola è stato un trionfo per tutto il paese: la gente si è stretta attorno a lui, che realizzava il sogno di una vita. Dopo l’ordinazione, p. Arduino è stato incaricato di animare alla missione la sua terra di Bergamo e per sette anni l’ha percorsa raccogliendo i ragazzi delle nostre parrocchie, desiderosi di vivere il progetto missionario.​

Quando la scuola apostolica di Alzano in via Adobati ha subito dei cambiamenti, nel 1989, p. Arduino è ripartito per il Bangladesh per animare quella chiesa con il suo forte carisma apostolico. Rientrato dalla missione nel 1996, è stato mandato a Cagliari per l’animazione missionaria della Sardegna. Nel 2006 ripartiva per il Bangladesh per… l’ultimo colpo di vangelo.

Ora è benvenuto tra noi per darci ancora il meglio di sé. Come dice la cuoca, “il buon brodo viene dalla gallina vecchia”.

P. Evelino, saveriano veneto

Padre Evelino Basili potremmo definirlo un missionario internazionale. Originario di Valdagno (Vicenza), egli ha vissuto una lunga esperienza in Sierra Leone, dove è stato missionario per tanti anni, dal settembre del 1965.

Avendo compiuto gli studi teologici negli Stati Uniti d’America, dove vivono anche alcuni suoi famigliari, potremmo dire che l’attraversata dell’oceano Atlantico sia a lui familiare. Potremmo perciò chiamarlo “il missionario di tre continenti”. Ora acquista una nuova cittadinanza, quella della nostra terra Bergamasca.

Gli diamo il benvenuto nella nostra comunità perché lui, con la sua azione sacerdotale e missionaria, saprà farci conoscere le vie di Dio secondo la sua ricca esperienza internazionale.



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