Con i familiari dei saveriani
Un'intensa comunione missionaria
Brescia - Domenica 23 aprile eravamo davvero tanti nella casa dei saveriani in via Piamarta. Tutti ospiti di casa: i familiari dei saveriani bresciani sparsi per il mondo. Una grande famiglia allargata, che si è radunata nella fraternità, portando nel cuore anche chi era lontano.
Ci siamo salutati; ci siamo aggiornati sulle notizie di famiglia; abbiamo pregato e cantato, guidati dai musicisti Loda; abbiamo pranzato insieme, rallegrati anche dall'animazione del signor Piovani. Tutti hanno gradito il prezioso dono fatto dalla famiglia Falsina: il volume postumo di p. Vittorio. Gli appassionati hanno approfittato per una visita al reparto agricolo, salendo le scale che portano sopra il foro romano. Primo fra tutti, il signor Eugenio che si è lamentato con... il contadino: “Vergogna! Questa volta non c'è proprio niente da rubare!”. Pazienza, andrà meglio la prossima volta.
Un mese prima, avevo scritto a tutti i saveriani bresciani nel mondo, informandoli della festa e chiedendo loro di inviare un messaggio con notizie personali e sul lavoro. Hanno risposto in tanti; non tutti.
Padre Savino Mombelli è stato il primo a rispondere, annunciando: “Non ti mando un messaggio, perché conto di essere lì di persona, di ritorno dall'Amazzonia”. Che bellezza! Così ha avuto modo di rivolgere la sua parola a tutta l'assemblea, durante la Messa.
Gli assenti ...giustificati
Era a casa anche p. Renato Filippini, appena rientrato dal Giappone; ma ha preferito andare con i genitori a un'altra festa importante: a Montanara di Mantova, è stato ordinato sacerdote il giovane saveriano p. Daniele Sarzi Sartori, che sarà missionario in Giappone. Anche p. Mario Pezzotti non ha potuto esserci, per un altro impegno, ma ha mandato un messaggio augurale: “A voi tutti, cari amici, faccio l'augurio di sentirvi sempre missionari, in sintonia con i saveriani bresciani sparsi nel mondo”.
Padre Mario Tognali era partito da poco per il Brasile. La sua lettera è pubblicata in basso.
Anche fratel Bruno Menici è tornato nella Sierra Leone e si dedica alla nutrizione dei bambini. Ha trovato tre gemelle di cinque mesi: non pesano più di tre chili!
Padre Sergio Targa, invece, era partito per il Bangladesh due giorni prima: aveva un appuntamento importante e non poteva mancare. Ma era con noi la sua famiglia al completo.
Da un capo all'altro del nostro mondo
Il messaggio più fresco è stato di p. Walter Taini, arrivato proprio il mattino della festa. Padre Walter lavora con altri due saveriani tra gli indio dell'Amazzonia, in una missione che si estende per 80mila chilometri quadrati. Si sono divisi... la torta. Lui ha preso la zona più lontana, a 100 chilometri dalla città. Ha dovuto cominciare la celebrazione di Pasqua già prima della settimana santa, per accontentare tutte le comunità.
Dalla Colombia, p. Mauro Loda ha scritto della sua attività tra i giovani per suscitare vocazioni missionarie. Va nelle scuole a parlare e tutti ascoltano in silenzio. Un miracolo? “No, è solo il nostro accento strano nel parlare. Qui le classi hanno fino a 60 alunni. Riuscire a tenerli tranquilli non è facile. L'accento straniero suscita la loro curiosità e attenzione”.
Ha scritto anche l'americano p. Franco Grappoli che, tra le altre attività, segue gli emigrati di origine italiana, i gruppi di amici delle missioni e semina molto “sperando che il Padrone della messe faccia germogliare nuovi operai del vangelo”.
Padre Giacomo Rigali è a Manila. Il vescovo gli ha chiesto di creare una nuova parrocchia dal nulla, in una delle zone più povere. “Sono stato abbastanza pazzo per accettare questa sfida. È come avere un figlio nella vecchiaia! Vorrei dedicarmi a formare un laico impegnato ogni 100 persone. Sembra un sogno, ma sono convinto che il futuro della chiesa e della missione vada proprio in questa direzione”.
Saveriani bresciani in Africa
Padre Battista Barbeno, di Travagliato, 70 anni, di cui 30 passati in Africa, si aspetta di essere chiamato da Brescia per ricevere un piccolo “premio” Bulloni o di Cuore amico... Dal Camerun, scrive: “Qui mi chiamano papa Benedetto XVII, per la mia somiglianza quasi perfetta con papa Ratzinger. Le foto che ho fatto vestito da papa, vanno a ruba!”.
Padre Gianni Abeni è direttore di una radio famosa in tutto il Ciad africano. Non ci ha scritto, ma giungono notizie che ci invitano a ricordarlo nella preghiera, in modo particolare. Ogni tanto ci sono scontri tra fazioni rivali. La notte del 15 aprile, un gruppo di armati ha attaccato la radio per rubare e ci sono stati due feriti. Sta' attento, padre Gianni!
Padre Pierino Zoni è ora in Burundi. Si dedica alla formazione dei giovani africani che aspirano a diventare missionari saveriani. “Questo è il mio nuovo lavoro da giovanotto... settantunenne! Siamo consapevoli che il carisma del beato Conforti ha molto da dire anche all'Africa".
Padre Gianni Pedrotti tornerà a casa presto per qualche mese di riposo. Ma ha mandato i saluti suoi e degli altri missionari. “In Congo siamo rimasti tre bresciani, dopo la morte del caro fratel Luciano Ghini due anni fa: padre Gianni Brentegani , nostro superiore, sempre in giro in visita alle varie missioni, rappresenta la Brescia Laghi; padre Mario Festa, veterano e storico dei saveriani in Congo, rappresenta la Bresciadella Bassa ; io , ex espulso dal Burundi, rappresento la Brescia Valli” .








