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Care amiche e cari Amici, qui a Mundaland, forse anche perché viviamo molto all’aperto, ai margini della Foresta e non in un’affollata città, ce la passiamo meglio di voi in Italia. Il Covid-19 c’è ma, grazie a Dio, non ha provocato grandi guai. Non abbiamo ancora ripreso l’attività didattica, speriamo di ripartire a gennaio.

Vorrei parlarvi del mio ultimo tentativo di far passare alcune delle ragazze che ospitiamo (le nostre “selvaggette”, costrette a fuggire anni fa da un matrimonio precoce) dai rami delle piante, adatti solo alle scimmie, a una casetta moderna in muratura. È un premio che hanno davvero meritato e spero possano goderlo con mariti e prole, grazie a quanti hanno generosamente sostenuto il Progetto. Un anno fa, è stato comprato il terreno, registrato a nome della cooperativa delle donne Munda (SAAMMS).

L’obiettivo è edificare 13 casette in muratura, ciascuna con un pezzetto di terra coltivabile, 2 laghetti (pukur) per la raccolta dell’acqua piovana e un cimitero. Il terreno era quello di una delle tante risaie, dove il riso è attualmente maturo e di quel bel colore che porta i bengalesi a definire il proprio Paese “Sonar Bangla” (Bengala Dorato). Ma il riso, come sapete, cresce nell’acqua! Per prima cosa è stato quindi necessario “alzare” il terreno con il materiale ricavato dallo scavo dei pukur.

p.7 casa mundaland con ortoLe casette vengono costruite, a scelta delle beneficiarie, secondo le varianti di tre disegni dell'architetto Lucia Pedeferri, sorella del dottor Marco Pedeferri, entrambi grandi benefattori. Quasi tutte le ragazze hanno scelto il terzo. Grazie al lavoro delle maestranze locali, di cui fanno parte, nei momenti liberi dallo studio, anche giovani ragazze e ragazzi, la stradina che separa il complesso residenziale dalle prospicienti risaie è stata completamente lastricata con i mattoni. In tal modo sarà "a prova di fango", cioè agibile anche nella stagione delle piogge.

La partecipazione volontaria ai lavori dei ragazzi e delle ragazze munda costituisce anche un’importante occasione per finalizzare verso il bene comune il loro forte senso di appartenenza tribale. Non posso nascondervi la grande emozione nell’essere invitato per un thè e quattro chiacchiere da persone che, solo qualche anno fa, non si sarebbero mai sognate di avere una casa propria... con tanto di veranda! Grazie a chi ha contribuito. Siete in tanti ad averci aiutato a realizzare un sogno.



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