Come si può tacere?
Il dottor Mukwege non si ferma più. Denuncia la complicità di certe multinazionali che, con la connivenza delle autorità, si arricchiscono sulle spalle della gente. Denuncia lo spostamento forzato di popolazioni intere, solo perché le terre nelle quali vivono contengono enormi giacimenti di coltan e cobalto, indispensabili alla tecnologia attuale (cellulari, bici e auto elettriche...). Denuncia l’autofinanziamento dei gruppi armati che si mantengono grazie al commercio di queste materie prime preziosissime. Queste ricchezze poi partono per l’estero, senza che un minimo di benessere resti nel paese a beneficio della gente. Riprende il suo cammino per svegliare le coscienze, soprattutto dei grandi attori della storia. Denuncia il silenzio, l’immobilismo e la complicità da parte delle autorità congolesi.
Parlando al parlamento europeo, dirà: “Come tacere questi crimini che da più di 15 anni anche un occhio di chirurgo non può abituarsi a vedere; come tacere quando questi crimini sono pianificati con un motivo unicamente economico? Il premio Sacharov che ricevo è il premio di tutto un popolo ed è il simbolo della libertà, quel diritto che ci è stato ritirato e che, in seguito al terrore e all’oppressione, i congolesi sembrano aver rinunciato a cercare. Davanti a una simile situazione, in altri paesi del mondo, gli abitanti si rivolterebbero indignati, ma nella società congolese queste atrocità sono diventate fatti di cronaca, dove la legge dei signori della guerra si impone davanti all’assenza di uno stato di diritto”.







