Come non affezionarsi?, Tra pentole e fornelli… saveriani
di: Maria Grazia, Alzano Lombardo.
Mi presento: sono Maria Grazia e da dieci anni lavoro in cucina dai saveriani di Alzano. Per me che venivo dal lavoro in fabbrica, entrare in questa casa è stato come respirare aria pulita, proprio come chi dalla città si trasferisce in campagna. Pur non essendo una cuoca provetta, ci metto il cuore nel preparare le pietanze, come farebbe una mamma per i propri figli. In effetti, la comunità saveriana è una famiglia allargata, con i suoi giorni gioiosi e i giorni pesanti.
Un gradino per ogni anima!
Una cosa è certa: non affezionarsi ai missionari è impensabile. Penso, ad esempio, a quel simpaticone di padre Zanchi. E poi come si fa a non preoccuparsi quando sono malati, come è accaduto ultimamente a padre Curione? Come si fa a non sentire un senso di vuoto quando qualcuno di loro parte, come è avvenuto con padre Da Roit, tornato in Giappone? Come si fa a non provare dolore quando il Buon Dio li chiama a sé, come è successo lo scorso anno con padre Arrigoni?
Ognuno di loro lascia un segno nel cuore. Fra i tanti missionari che ho avuto la fortuna di conoscere, vorrei citare padre Battista Castignola. Un giorno, mentre salivo le scale brontolando e sbuffando, mi disse con semplicità: "Invece di lamentarti quando fai le scale, offri ogni gradino per un'anima del purgatorio!".
Ringrazio il Signore del dono che mi ha concesso e spero di poter lasciare, anche se piccolo, un buon ricordo di me a tutti i missionari che ho incontrato e che incontrerò fino al... 2030, anno della mia pensione!
Come non affezionarsi? Tra pentole e fornelli… saveriani








