Colombia: missionario è bello! Una vocazione attraente
Padre Mario, missionario sardo, è stato superiore in Colombia, dove 15 saveriani lavorano in quattro diocesi.
Anche noi in Colombia abbiamo raggiunto una coscienza molto più nitida di quello che dobbiamo fare: abbiamo potenziato l’animazione missionaria vocazionale. In ogni comunità un saveriano si occupa di questo a tempo pieno e vogliamo reimpostare anche le parrocchie secondo questo criterio.
Come fate a ingaggiare i giovani?
I contatti con i giovani avvengono attraverso le comunità parrocchiali e nelle diocesi dove noi siamo presenti. È un cammino nuovo, iniziato da poco, non solo per noi ma anche per tutta la chiesa colombiana. In questo momento in Colombia non c’è nessun altro istituto missionario che esplicitamente e così direttamente faccia animazione missionaria vocazionale. A questo impegno vocazionale ci stiamo attrezzando anche con mezzi moderni.
Abbiamo iniziato il giornalino “Misioneros Javerianos de Parma” proprio per entrare in contatto con molta più gente, e soprattutto con la gioventù. Con la collaborazione di padre Fiorenzo Raffaini, di Videomission di Brescia, abbiamo fatto anche un video vocazionale. S'intitola "Que chevere ser misioneros! - Che bello essere missionari!", ed è molto apprezzato dai giovani.
Cosa dite ai giovani per invogliarli?
Noi proponiamo ai giovani la vocazione missionaria in modo diretto, facendo capire loro che se vengono con noi saveriani dovranno uscire dalla Colombia, lasciare la propria terra. È una vocazione dura e cruda come impatto. Se da un certo punto di vista spaventa, dall’altro attrae i giovani a fare una scelta di donazione completa.
Abbiamo il primo missionario saveriano colombiano, con una storia tutta particolare. Era un giovane brillante, di razza negra, della parrocchia di Buenaventura e aveva il sogno di diventare saveriano. Era entrato in seminario e avrebbe avuto una buona prospettiva come sacerdote diocesano. Invece, ha lasciato tutto per venire con noi. Ha fatto il noviziato in Messico, ha studiato il francese a Parigi e ora è missionario in Congo. È padre Gerardo Pretel.








