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Sud/Nord Notizie: Kenya, Ciad, Congo, Camerun, Thailandia, Birmania

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È successo in Africa...

Kenya: crisi superata? Il presidente Kibaki ha chiesto ai deputati di votare le leggi che permetteranno la creazione di un governo di coalizione, come previsto dagli accordi tra maggioranza e opposizione, e porre così fine alla crisi politica nel Paese. Il leader dell'opposizione Odinga assumerà l'incarico di primo ministro.

La sessione del nuovo parlamento si è aperta dopo una preghiera e due minuti di silenzio per commemorare le vittime, oltre un migliaio, degli scontri scaturiti nei disordini post-elettorali. Sono 4 i progetti di legge che l'assemblea deve votare: accordo nazionale, emendamenti costituzionali, giustizia e riconciliazione, creazione di una commissione etnica.

• Ciad: calma apparente. Intorno a N'djamena è stato costruito un fossato di tre metri di profondità per proteggere la capitale da un nuovo attacco dei ribelli. Questo progetto alimenta un clima di sospetto e paura tra la popolazione, che è già costretta a subire "gli abusi di potere" commessi dalle forze dell'ordine: perquisizioni, fermi e arresti arbitrari sono compiuti soprattutto tra i giovani, sospettati di essere vicini all'opposizione.

Intanto, il presidente Deby e quello del Sudan Omar al-Bashir hanno firmato un nuovo patto: "Ci impegniamo solennemente a proibire qualsiasi attività di gruppi armati e di non usare più i nostri territori per la reciproca destabilizzazione dei nostri stati".

• Congo RD: pochi passi avanti. A tre mesi dalla firma dell'accordo di Goma per il "cessate il fuoco" tra esercito e gruppi armati, la situazione nel Kivu resta preoccupante. Molti civili sono fuggiti, sono numerosi i casi di violenze sessuali, saccheggi e attentati perpetrati da uomini armati ai danni della popolazione.

Intanto, sanzioni sono state chieste dall'Onu contro le aziende che comprano minerali nelle zone sotto il controllo di gruppi armati. Il commercio di minerali fornisce ai "signori della guerra" fondi per l'acquisto di armi.

• Camerun: verso la normalità? Il governo ha annunciato dei provvedimenti per rispondere al malcontento della popolazione, sempre più in difficoltà per il rincaro dei prezzi: sospensione dei dazi doganali per prodotti d'importazione (pesce, frumento, riso, farina) e diminuzione del prezzo del cemento importato. Il governo tenterà anche di facilitare l'impiego dei giovani diplomati, il reclutamento d'insegnanti e la revisione delle tariffe sui prodotti petroliferi, telefonia e gestione dei conti bancari.

Scrive p. Oliviero Ferro da Bafoussam: "La situazione è più tranquilla. Il governo ha deciso di aumentare i salari del 15%, dopo averli abbassati del 75%. Così pure da aprile i prezzi dovrebbero scendere, ma aspettiamo i fatti. Si dice che i disordini siano stati fomentati da qualcuno del partito al governo che vorrebbe prendere il posto dell'attuale presidente Biya, al potere da 26 anni".

La giustizia zoppica

• Viktor Bout: "tassista delle armi". È stato arrestato in Thailandia il più famoso trafficante d'armi del mondo. Bout era un "agente di commercio" al servizio dei potenti di turno. Non è esistita guerra africana degli ultimi 15 anni che non sia stata combattuta con armi trasportate dalla sua flotta aerea. Bout era un "imprenditore" a tutto campo che armava entrambi i contendenti di una guerra. Il suo arresto quindi ha una forte valenza simbolica per l'Africa, ma da solo non basta. Sarà sostituito da altri se non si ferma la logica predatoria di chi sfrutta le ricchezze africane.

Se Bout ha potuto agire indisturbato è grazie a protezioni potenti, anche di una parte di quelle amministrazioni che per anni gli hanno dato la caccia. Quanti segreti sarà in grado di rivelare?

• Birmania: niente osservatori. Il segretario dell'Onu Ban Ki-moon ha commentato così l'ultima visita in Birmania dell'inviato Gambari: "Ci sono stati dei progressi, ma non siamo riusciti a ottenere quanto avevamo sperato". Nei quattro giorni di permanenza, Gambari ha incontrato due volte la signora Aung San Suu Kyi, agli arresti domiciliari dal 2003, alcuni rappresentati del governo militare birmano, ma non il capo del governo.

La Birmania ha rifiutato l'offerta di osservatori elettorali per il previsto referendum di maggio e per l'approvazione della nuova costituzione (messa a punto da una costituente la cui rappresentatività e libertà è stata messa in discussione dall'opposizione). Così come sono stati rifiutati osservatori per le elezioni politiche annunciate per il 2010.



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