Cina, sulla strada del dialogo
Padre Lazzarotto, missionario del Pime ed esperto della Cina, è stato ospite dei saveriani a Brescia. Pubblichiamo una piccola parte della sua conferenza.
La Cina ha fatto enormi progressi, ma le contraddizioni e i problemi sono tutt'altro che risolti, a cominciare dal divario fra i nuovi ricchi e le masse di contadini che vivono nelle zone più interne. In questo Paese dal doppio volto vive anche la comunità cristiana, fra timori e speranze che non possono cancellare le sofferenze e le persecuzioni subite nel secolo scorso. Mao Zedong, preso il potere, aveva espulso tutti i missionari stranieri e imposto un ferreo controllo sulle religioni.
Finirono così in carcere numerosi vescovi, sacerdoti, religiose e laici cattolici cinesi.
Grazie a questi testimoni del vangelo, veri "martiri del secolo XX" - come li chiamava Giovanni Paolo II - abbiamo oggi 13 milioni di cattolici e 1.700 sacerdoti. È un fatto davvero eccezionale, se si considera che il regime comunista in Cina continua ancora oggi a impostare la formazione della gioventù sui principi del materialismo e dell'ateismo.
Il 30 giugno scorso, Benedetto XVI ha scritto una lettera ai vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della chiesa cattolica in Cina. Il Papa si rivolge anche alle autorità di questa grande nazione con rispetto e volontà di dialogo. È un avvenimanto che fa ben sperare. Anche noi, accogliendo l'invito del Papa, uniamoci in preghiera ai cristiani della Cina che il 24 maggio si recano in pellegrinaggio al santuario di Maria Ausiliatrice, sulla collina di Sheshan vicino a Shanghai.








