Cibi, marionette e preghiera
Nel pomeriggio di domenica 21 settembre ci siamo riuniti nel salone della casa del fanciullo di Morrovalle (MC) per festeggiare la fraternità tra immigrati e italiani. C’erano nigeriani, senegalesi, marocchini, pachistani, bengalesi, italiani e di altre nazioni. Il clima è stato subito molto bello.
Un giardino e tanti fiori
Mentre si succedevano brevi interventi sulla bella varietà delle culture e dei colori che ci uniscono e arricchiscono, i bambini, in un altro salone, preparavano le scene con le marionette su tre favole: una dell’Africa, una dell'Asia, una dell'America Latrina.
Tra gli interventi iniziali mi ha colpito quello del parroco don Luigi Marchionni che ha riportato l'idea di papa Francesco:
gli immigrati sono un'opportunità per la crescita del nostro paese; un giardino è bello perché c'è tanta varietà di fiori, uno più vivace dell'altro...
In seguito, abbiamo mangiato i cibi che ogni popolo aveva preparato: grande assaggio da parte di tutti, anche dei cibi degli altri, senza riserve: una vera agape fraterna! Tutto era gradevole!
A questo punto ci siamo seduti e i bambini hanno presentato le belle favole con le marionette.
Ci siamo divertiti a vedere com'erano bravi nel farci gustare il senso delle favole rappresentate.
C'è stata poi la preghiera interreligiosa, con la pagina del vangelo del "Buon samaritano", commentata da p. Alberto; una breve lettura del corano; un salmo sufi e le varie preghiere spontanee all'unico Dio... ma con tanti nomi.
La cosa più bella è stata quando dei bambini piccolissimi, fratello e sorella, hanno recitato il corano e le preghiere in arabo; la piccolina ha anche cantato!
Tutti ci siamo commossi.
Con la benedizione ebraica abbiamo infine chiesto la grazia del Signore di volerci sempre bene così.









